domenica 17 maggio 2015

Annibale - Paolo Rumiz

Nella piazza del paesino abbarbicato sull'appennino tosco-emiliano, campeggia trionfante una fontana con un grosso testone di elefante, le orecchie sventolanti e l'acqua che esce dalla bocca. Tutti in paese affermano con certezza che Annibale è passato proprio di lì, ed è per questo che hanno fatto fare quella fontana. E con questo pensiero mi sono imbarcata nella lettura del libro di Rumiz, mi sono detta "vediamo se è proprio vero che è passato di qui".
Ed in effetti, di questo si tratta nel libro: Rumiz prova a ripercorrere lo stesso e famoso percorso di Annibale, alla ricerca di tracce del suo passaggio e della sua presenza, e nel tentativo di riannodare i fili tra il passato e il presente. E anche un po' per il puro gusto del viaggio.
Quel che ne esce è una gustosa lettura che è un po' libro di viaggio, un po' libro di storia, perfettamente a suo agio a cavallo tra la storia antica e la storia contemporanea, con l'aggiunta di un poco di toponomastica e un poco di poesia.  Non si tratta certo di un testo approfondito, anzi in molti passaggi tutto il girovagare sia fisico che letterario crea un certo senso di "indeterminatezza", ma è di sicuro effetto suggestivo ed evocativo. All'inizio mi aspettavo forse qualcosina in più, mi è mancata come una scintilla, ma tutto sommato a termine lettura posso confermare che si trovano interessanti spunti per giungere alla soluzione della domanda iniziale "chissà se è passato proprio di qui?".
"Rieccolo, il "perfido" nome che serpeggia nel Mediterraneo, nascosto in valli dimenticate o ostentato su manifesti pubblicitari. Continua a dire che questa ricerca dell'antico "inconsapevole", negli interstizi di una contemporaneità distratta, non è affatto insensata".

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