Insomma, una sufficienza molto stiracchiata. Pur non arrivando ad entusiasmare (né con i contenuti, né con la scrittura), il romanzo è abbastanza lungo per coinvolgere il lettore e fargli venire la curiosità di sapere come andrà avanti la vicenda, inserita all'interno di uno spezzone di Storia Italiana - dal '18 al '45 - stra-usato e stra-conosciuto ma che arriva sempre a coinvolgere ed interessare.
Anyway, le sinossi che parlano di "vicende della famiglia Chiusoli" o addirittura di "epopea popolare" sono completamente fuori strada. Sarebbe più chiaro dire: con la scusa dei due personaggi inventati - i fratelli Ricciotti e Candido Chiusoli - in realtà si parlerà pochissimo di Candido, un poco di Ricciotti, molto di più della biografia di Arpinati, nel bene o nel male, con aggiunta di una certa dose di cronache e curiosità bolognesi dell'epoca. Ecco, sarebbe più corretto dire: biografia dell'Arpinati dal punto di vista di un suo figlioccio acquisito.Per il resto, i difetti purtroppo sono tanti e comuni a tanta letteratura italiana contemporanea: molto Tell e poco Show, dialoghi improbabili chiaramente figli dell'info-dumping, oltre che della teatralità non richiesta e non necessaria.