domenica 10 maggio 2026

Devozione - Charlotte Wood

 Convitati allo Stone Yard.


Prime impressioni molto positive: scrittura limpida, idea per l'ambientazione originalissima, trama inconsistente ma di quell'inconsistenza piacevole.

E poi invece va a finire che sto leggendo una storia in cui si verifica un'invasione di topi, la cosa mi ha recato non poco disturbo. Tutto il resto, tutto quello che poteva esserci di buono nel romanzo, mi è passato non in secondo ma in terzo o quarto piano. Di solito non sono impressionabile, ho letto libri in cui si descrivono le peggiori violenze e li ho letti senza fare una piega. Qui invece il senso di sporco mi ha dato fastidio, va a sapere il perché.
Ma poi ancora - sorpresa, sorpresa - ecco che vedo spuntare il tema della reunion (casuale, in questo caso) di alcuni compagni di classe, un tema che dopo Mari mi farà per sempre venire l'orticaria. Si vede che dove ci sono i compagni di classe, deve necessariamente esserci la pietra nel titolo.
Once again, abbandono. Il tempo per leggere è troppo poco e troppo prezioso per sprecarlo con storie di cui ci si è accorti non frega un bel niente di niente sapere come va o non va a finire. 

venerdì 8 maggio 2026

De Amore - Andrea Cappellano

 Dapprima espone concetti e casistiche esemplificative che rispondono in tutto e per tutto a quel che già ben sappiamo dell'amor cortese. Le parole gentili che lui deve dire a lei, quali doni conquisteranno il cuore e le attenzioni di lei, e via discorrendo.


In seguito incolpa le donne di tutti i mali e tutti i peccati del mondo: le donne sono tutte traditrici, tutte lussuriose, tutte avide, tutte golose, e via discorrendo. È uno scritto dell'epoca pertanto su questo fronte non mi scandalizzo e non mi scompongo.

Ma come si conciliano le due parti del ragionamento? Manca il meccanismo che faccia da cerniera tra una cosa e l'altra. Senza questo, non ho modo di comprendere il punto di vista dell'epoca. Peccato.

sabato 2 maggio 2026

Pier Maria Rossi Il Leone dei Rubei - Marcello Cavalli

 La storia di Pier Maria II Rossi raccontata, facile e leggera, per voce del terzogenito maschio Guido - che poi a tratti si trasforma in voce onnisciente (e in altri tratti si tradisce lasciando intendere che lo scrivente si colloca nel XXI secolo e non nel XV).


Questa disinvoltura in altri tempi e in altre occasioni mi avrebbe forse non poco irritata, ma oggi mi ha dato, tutto sommato, quello di cui avevo bisogno: il libro conosceva le mie necessità già prima di me.
Peccato solo per i numerosi refusi, svariati errori ortografici e qualche periodo ingarbugliato che necessitava di revisione.

mercoledì 29 aprile 2026

Delitto e castigo - Fëdor Michajlovič Dostoevskij

 Delirante, allucinato, perfetto. Non saprei nemmeno di dove iniziare, quindi non inizio affatto e mi taccio.

domenica 5 aprile 2026

I convitati di pietra - Michele Mari

 Di Mari, fino ad ora, avevo letto solo Rosso Floyd e non mi aveva entusiasmata, ci avevo trovato un non so che di ombelicale. Ombelicistico. O giù di lì. E non avevo intenzione di provare altro di suo.

Però poi questa idea di costruire un racconto intorno alla reunion dei compagni di classe l'ho trovata intrigante - per il semplice fatto, anzi, per il semplice paradosso che io sono una di quelli/e spariti dai radar, se i compagni di classe hanno tentato di contattarmi non ci sono riusciti, e poi se anche ci fossero riusciti non mi sarei comunque prestata all'operazione "amarcord". Copyright @Nood: un nazista espatriato e nascosto in Sudamerica.
Dunque, dal mio soggiorno nella Terra del Fuoco, ricevo e volentieri leggo notizie dal mondo civilizzato.

Anyway: mi sono divertita ben di più nell'immaginarmi nella Terra del Fuoco e nell'immaginare la cena della mia V^ A (ovvero, già lo so, il cerchio magico, quindi in realtà solo un sottoinsieme della V^ A), che non nella lettura del libercolo. Ha lo stesso sapore acidulo di Rosso Floyd, peggio, tratta un soggetto completamente diverso eppure è lo stesso identico libro con lo stesso identico umorismo; vorrebbe farti sorridere o quantomeno sogghignare, e invece ottiene solo di farti fare smorfie con gli angoli della bocca piegati all'in giù. O per lo meno: io nel suo umorismo non mi ci ritrovo per niente. Per tenere in piedi tutto un racconto fatto di macchiette e iperboli, ci vorrebbe un quid che qui decisamente e semplicemente non c'è. Gli elenchi di film e fumetti, poi, sono terribili: dei veri e propri riempitivi. E i riempitivi sono sempre e comunque un'offesa nei confronti del lettore. Il finale si risolleva solo vagamente e tardivamente, nel complesso è stato tempo sprecato a leggere una noioserrima stupidata.

P.S. - Quoto la recensione di @Maria perché ha scritto un'osservazione tanto interessante quanto concreta: "Piattissima la rappresentazione dei personaggi, ridotti a macchiette (forse perché così ci si conosce al liceo, come figure invece che come persone)".