domenica 1 novembre 2026

Diario Clandestino 1943-1945 - Giovannino Guareschi

 Mi verrebbe da scrivere che qui ci sono i fatti e che "le chiacchiere stanno a zero", se non fosse che questo libretto è effettivamente fatto tutto di chiacchiere: un chiacchiericcio a ruota libera che però riesce a raccontare la guerra molto meglio, più lucidamente e più obiettivamente, di quanto abbiano saputo fare altri che si sono applicati in maniera più "scientifica". Detto altrimenti: una volta su cento, accade che l'Umorista riesca a spiegarsi meglio dello Storico.


Il chiacchiericcio di Giovannino è un cinguettìo che fa bene al cuore anche quando parla di cose macabre e/o tremende e/o malinconiche. Vale la pena riprendere in mano il volumetto e appioppargli le cinque stelle anche soltanto per la prefazione (qui denominata "istruzioni per l'uso"), perché è il più completo e veritiero e riflettuto articolo che sia mai stato scritto sulla seconda guerra mondiale.

sabato 24 ottobre 2026

La dacia sulla via di Petergof - Maria Žukova

 Una squisita novella che mi ha ricordato molto da vicino la Marchesa Colombi, sia nello stile che nel contenuto. Nessun romanticismo da quattro soldi, c'è piuttosto una sorprendente modernità. La letteratura del XIX Sec è il più prezioso e delizioso di tutti i rifugi d'alta quota.

sabato 17 ottobre 2026

Il prodigioso viaggio di Gontrano - Lucio Di Cicco

 


Dopo <i>La Bottega del Pane</i> avevo aspettative altissime, e come spesso accade se ci si arrampica troppo in alto, la caduta può rivelarsi viepiù spiacevole. Questo è un po' lo spin-off de <i>l'acciuga</i>, e un po' ne è il seguito. Vuole metter mano a temi dall'elevato peso specifico quali il diritto alla giustizia, alla libertà, l'autodeterminazione e la felicità e il benessere dei popoli e in special modo dei miserabili; finanche Dio e la creazione e il senso della vita, se sia essa la ricerca della comodità o viceversa la ricerca della scomodità in nome di scopi più elevati. Tutti temi di assoluto peso ma anche di assoluto rischio, che sono da maneggiare con una certa delicatezza se non si vuole risultare pedanti o out of tune. Per non risultare ridondante, il nostro li affronta in modo giocoso, all'interno di un divertissement. In pratica, una fiaba, anzi, più praticamente una parabola. E ci sta, questa è una cosa che funziona dalla notte dei tempi: affrontare i temi importanti attraverso una struttura semplificata. Però in quello che è l'ermetismo nonché l'allegoria su cui la parabola si regge naturalmente, mi è comunque mancato quel <i>quid</i>, quel guizzo di genio, quella scintilla che si era ben espressa e percepita negli altri due libri. 


giovedì 15 ottobre 2026

Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey - Mary Ann Shaffer

 Primissimo impatto: umorismo da quattro soldi. Duh.


Costruzione epistolare palesemente posticcia con mille incongruenze sia nelle date che nei contenuti delle lettere.(Esempi: In un periodo storico in cui tutto dovrebbe essere razionato, inclusa la benzina, le lettere viaggiano alla velocità della luce: da Guernsey a Londra in meno di due giorni, altro che posta celere, non ce la fa nemmeno oggi il corriere espresso; In una lettera si parla del razionamento alimentare e si dice che "avere anche del burro sarebbe una cosa favolosa" ma due lettere dopo si parla di té con i pasticcini come se nulla fosse: scarseggiano il burro e le uova ma non scarseggiano i pasticcini?!? Visto che non abbiamo il pane, ci nutriamo di brioche?; In una lettera scritta nel gennaio 1946 è idiota che uno scriva "il mio appartamento è stato bombardato nel 1945", casomai doveva scrivere "il mio appartamento è stato bombardato l'anno scorso" oppure "il mio appartamento è stato bombardato pochi mesi fa" oppure "meno di un anno fa") (vado avanti con la lista perché mi diverto: i genitori della protagonista sono morti entrambi in un incidente d'auto - cito testualmente - quando lei aveva dodici anni. Dunque, ricostruendo, l'incidente è accaduto nel 1924 o '25: ma se in quegli anni, in provincia, vedevi passare macchine si e no una volta al mese?!? C'erano più probabilità di morire di polmonite o per la caduta di un meteorite!?!).

Fiumi di melensaggini sulla gioia della lettura e l'amore per i libri: ettolitri di melassa che rischiano di farti passare la voglia di leggere, oltre che farti nutrire parecchi dubbi circa il fatto che la/le scrivente/i appartenga/no realmente alla categoria dei cosiddetti "lettori forti" (mi spiego meglio: se uno legge davvero così tanto e ama così tanto i libri, la cosa fa parte della sua quotidianità e non sentirà alcun bisogno di entusiasmarsi a livelli stellari, è la sua vita, punto e basta. Viceversa, se uno esalta un qualcosa come fosse una specie di magia, sono più propensa a credere che quel qualcosa gli càpiti di rado).

Del resto, leggendo meglio in giro, c'è chi lo ha già definito ridondante, storia da quattro stelle accompagnata da struttura e stile da due scarse, protagonista con ironia iperglicemica, solo per citarne alcune. Mi dico: non fa per me. Eppure sono la solita testarda che vuole arrivarci in fondo, se lo devo stroncare voglio farlo con cognizione di causa.
E si può dire che abbia fatto abbastanza bene a non abbandonare, non è poi così malvagio come sembrava all'inizio, mi ha tenuto discreta compagnia in una nottata in cui non sarei stata in grado di leggere cose più impegnative. I membri del club raccontano la loro esperienza con la guerra in maniera non completamente plausibile ma per lo meno piacevole. Sono personaggi tagliati un po' (tanto) con l'accetta e non si arriva veramente ad affezionarcisi, ma per lo meno interessarsi alla loro storia, questo sì.
Tutto quanto sopra messo insieme, aggiungendo che la struttura epistolare protratta per duecentoeottanta pagine mi ha un po' esasperata, ne esce una sufficienza stiracchiata.

lunedì 12 ottobre 2026

La Ballata di Adam Henry - Ian McEwan

 Prima di questo, di McEwan avevo letto solo Chesil Beach, che non mi era dispiaciuto ma non mi aveva nemmeno illuminata. E invece The Children Act lo è stato, a suo modo, illuminante.

Denso e corposo, completo e robusto e gustoso. Sembra la descrizione di una nuova marca di whiskey - e forse, in effetti il paragone calza, perché il retrogusto è molto amaro. Una storia completa e conclusa, con personaggi belli (nel senso di interessanti) a loro volta completi e conclusi. Ha saputo darmi questo senso di compiutezza nonostante la brevità e nonostante l'assenza di una trama vera e propria. Ben costruita la figura del ragazzo adolescente; ben delineato il ruolo che la musica riveste in tutta la vicenda narrata. Ora sono molto più invogliata a leggere altro di McEwan.