mercoledì 13 maggio 2026

Che cosa ti aspetti da me? - Lorenzo Licalzi

 Un' ottima lettura, sotto tutti gli aspetti; concordo anche io con le altre recensioni laddove scrivono che la terza parte perde di mordente rispetto le prime due.


Riparto da dove ero rimasta con l'ultima recensione: dicevo che il tempo per leggere è troppo poco e troppo prezioso per sprecarlo con storie di cui ci si è accorti non frega un bel niente di niente sapere come va o non va a finire. Viceversa, quando si incontra un bel personaggio e si entra in sintonia con la sua voce, anche se la sua è una storia semplice e finanche banale, si resta volentieri a sentire quello che ha da dire, da raccontare, da osservare. Questo protagonista è un anziano professore fisico nucleare in una casa di riposo, ma in realtà le sue osservazioni si rivolgono a tutto il mondo, non solo a quello dentro la casa di riposo ma anche a quello che c'è di fuori. Il modo in cui se la prende con l'ipocrisia, con l'ignoranza, il modo in cui smonta luoghi comuni e leggende metropolitane, tutto si può applicare alla vita di ognuno, non solo e non necessariamente di un anziano. Tante le riflessioni che calzano a pennello se si pensa alla vita di persone malate, portatori di handicap e/o non autosufficienti. Già il titolo la dice lunga, perché in quel passaggio vuole parlare del peso delle aspettative altrui, e questa è una cosa che riguarda proprio tutti, giovani e vecchi, sani e ammalati.

Non cerca la lacrimuccia facile, non rincorre le frasette stile Baci Perugina, parla una lingua fatta di sorprendente normalità. Ammettiamo pure che verso il finale cerchi un po' di fare la morale, ma quest'anno sto inciampando in così tanti libri bruttini che ne basta uno "medio" come questo per riappacificarmi un poco con il mondo.

domenica 10 maggio 2026

Devozione - Charlotte Wood

 Convitati allo Stone Yard.


Prime impressioni molto positive: scrittura limpida, idea per l'ambientazione originalissima, trama inconsistente ma di quell'inconsistenza piacevole.

E poi invece va a finire che sto leggendo una storia in cui si verifica un'invasione di topi, la cosa mi ha recato non poco disturbo. Tutto il resto, tutto quello che poteva esserci di buono nel romanzo, mi è passato non in secondo ma in terzo o quarto piano. Di solito non sono impressionabile, ho letto libri in cui si descrivono le peggiori violenze e li ho letti senza fare una piega. Qui invece il senso di sporco mi ha dato fastidio, va a sapere il perché.
Ma poi ancora - sorpresa, sorpresa - ecco che vedo spuntare il tema della reunion (casuale, in questo caso) di alcuni compagni di classe, un tema che dopo Mari mi farà per sempre venire l'orticaria. Si vede che dove ci sono i compagni di classe, deve necessariamente esserci la pietra nel titolo.
Once again, abbandono. Il tempo per leggere è troppo poco e troppo prezioso per sprecarlo con storie di cui ci si è accorti non frega un bel niente di niente sapere come va o non va a finire. 

venerdì 8 maggio 2026

De Amore - Andrea Cappellano

 Dapprima espone concetti e casistiche esemplificative che rispondono in tutto e per tutto a quel che già ben sappiamo dell'amor cortese. Le parole gentili che lui deve dire a lei, quali doni conquisteranno il cuore e le attenzioni di lei, e via discorrendo.


In seguito incolpa le donne di tutti i mali e tutti i peccati del mondo: le donne sono tutte traditrici, tutte lussuriose, tutte avide, tutte golose, e via discorrendo. È uno scritto dell'epoca pertanto su questo fronte non mi scandalizzo e non mi scompongo.

Ma come si conciliano le due parti del ragionamento? Manca il meccanismo che faccia da cerniera tra una cosa e l'altra. Senza questo, non ho modo di comprendere il punto di vista dell'epoca. Peccato.

sabato 2 maggio 2026

Pier Maria Rossi Il Leone dei Rubei - Marcello Cavalli

 La storia di Pier Maria II Rossi raccontata, facile e leggera, per voce del terzogenito maschio Guido - che poi a tratti si trasforma in voce onnisciente (e in altri tratti si tradisce lasciando intendere che lo scrivente si colloca nel XXI secolo e non nel XV).


Questa disinvoltura in altri tempi e in altre occasioni mi avrebbe forse non poco irritata, ma oggi mi ha dato, tutto sommato, quello di cui avevo bisogno: il libro conosceva le mie necessità già prima di me.
Peccato solo per i numerosi refusi, svariati errori ortografici e qualche periodo ingarbugliato che necessitava di revisione.

mercoledì 29 aprile 2026

Delitto e castigo - Fëdor Michajlovič Dostoevskij

 Delirante, allucinato, perfetto. Non saprei nemmeno di dove iniziare, quindi non inizio affatto e mi taccio.