sabato 16 maggio 2015

La guardia bianca - Mikhail Bulgakov

Bulgakov in versione inedita, dal ritmo un po' lento e non proprio scoppiettante come siamo abituati a conoscerlo: in realtà qui è un po' Bulgakov e un po' Tolstoj. Un Bulgakov insolito anche nella descrizione delle scene amorose. Ma in ogni caso la grande madre Russia ci regala sempre splendide pagine di letteratura.
La narrazione procede a ritmo di valzer, e protagonisti della lenta e maestosa danza sono la storia, la città, i suoi cittadini e i contadini, le masse volubili che con le loro voci ne fanno un romanzo corale (a proposito: i cittadini che invocano un etmano qualsiasi in nome dell'ordine e della governabilità... queste voci mi ricordano un qualcosa già sentito...). La molteplicità delle voci, dei luoghi e delle sfaccettature tematiche rende fin troppo banale il paragone con un grande affresco. Quel che però manca è la lucentezza tipica di Bulgakov: la scrittura rimane un po' avvolta in quella stessa caligine che più volte viene descritta quando cala sulla città.

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