Un capolavoro, da leggere assolutamente: un 'esercizio' di scrittura che rasenta il funambolismo (in tutto il libro non c'è punteggiatura, in pratica sarebbe come una frase unica), trasporta il lettore nei grandi palazzi coloniali del sud America, alle cene con i generali, nei patios durante l'ora della siesta e lo scaraventa nel bel mezzo della ridda di pensieri del dittatore ormai anziano, a svelare quali sono i veri meccanismi e qual è la vera stanza dei bottoni che stanno dietro i regimi.
Poi, finito il libro, si torna in Italia, nel presente, e scusate se a questo punto vien da fare qualche associazione di idee...
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