giovedì 14 maggio 2015

Stabat Mater - Tiziano Scarpa

Mi è piaciuto, non l’ho trovato per nulla una lagna. La scelta di scrivere sotto forma di diario di un’adolescente fa sì che il lettore si addentri poco a poco, dapprima nella psiche e nella storia della protagonista, poi nell’ambiente che la circonda e infine nella vicenda. Anche le caratteristiche della scrittura sono assolutamente coerenti con il personaggio di una adolescente istruita ma con tutti i patemi d’animo che possono nascere dalla solitudine e dalla prigionia.
Proprio come in un diario reale, la figura di Vivaldi emerge poco a poco, come inosservata, per poi guadagnare la scenda di man in mano che la narrazione procede. Alcuni tratti della scrittura e alcuni passaggi della storia mi hanno ricordato La ragazza con l’orecchino di perla. Ma rispetto a questo il finale mi è parso un poco frettoloso, o forse mi ha semplicemente un poco deluso: si sente la mancanza di una scena, di un’ultima parola che invece non è stata detta.
Infine, concordo con Scarpa circa il fatto che Vivaldi è stato (ed è tuttora) parecchio sottovalutato (se non bistrattato)per il solo fatto di avere scritto una musica per niente ermetica, una musica amabile nell’immediato dai più, una musica emozionale, caratteristica che tra l'altro ha in comune con il molto più osannato Mozart. Anche in questo senso si può cogliere l’occasione al volo: consiglio di leggere il libro ascoltando qualcosa di Vivaldi in sottofondo.
Premio strega meritato per 8 o forse anche 9/10.

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