Perfettamente in linea con Povera gente e Netočka Nezvanova e Le notti bianche, anzi, di più, sotto certi aspetti ne è il seguito o la rielaborazione, sconsiglierei di leggerlo a chi non avesse già letto gli altri. E d'altro canto è il prologo a quello che verrà dopo, nella produzione di Dostoevskij, vi si trovano in nuce tutti gli elementi de L'idiota, e tanto altro ancora: tantissimo materiale autobiografico, con un protagonista-narratore che è, per molti aspetti, alter ego di Dostoevskij stesso. E proprio grazie al fatto che il modo di raccontare è sempre quello, il materiale narrativo e i luoghi e i caratteri sono sempre quelli, è proprio grazie a questo senso di familiarità che si ritorna sempre volentieri a sguazzare nel feuilleton.
Al di là della trama da "gioco delle coppie" (Nelly è innamorata di Ivan Petrovič, ma Ivan Petrovič è innamorato di Nataša, ma Nataša è innamorata di Alëša, ma Alëša è innamorato di Katja); al di là del gioco di specchi tra le due figure femminili Nelly e Nataša, e del gioco di specchi tra due differenti situazioni in cui due fanciulle vengono sedotte e poi abbandonate dai rispettivi amanti ed inoltre disconosciute e maledette dai rispettivi padri; al di là di tutto questo il vero succo della riflessione del nostro credo si trovi nel dialogo (praticamente uno scontro, un duello) tra il protagonista-narratore e il principe padre. L'uno è sognatore, poeta, cuore sanguinante, altruista, povero e certamente alter ego dell'autore; il perfido principe ne è la perfetta contrapposizione: ricco, gaudente, sempre interessato, intimamente convinto che il vero altruismo sia sempre e comunque nel perfetto egoismo (un Adam Smith dello spirito?) e altresì convinto che la classe superiore, i nobili (oggi diremmo La Casta) sia non solo utile ma destinata a sopravvivere sempre e comunque (quanto a quest'ultima cosa, come dargli torto, sigh). E così in questo duello di intelletti possiamo vedere Dostoevskij alle prese con i suoi fantasmi e/o con i suoi detrattori e critici, e trovare esposta in maniera lucida le sue riflessioni.
Concordo con @Hector laddove scrive che stabilire "se Umiliati e offesi sia la più grande delle opere minori di Dostoevskij o il meno rappresentativo tra i suoi capolavori, è questione di lana caprina.", di Dostoevskij si può e si deve leggere tutto, anche la lista della spesa, e riuscire sempre a tirarne fuori qualcosa di interessante.
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