Anzitutto, per la interessante scoperta debbo ringraziare pubblicamente la Premiata Ditta Spaccio Segnalazioni Libri Nobilissimo Cavaliere Savasandir (così il Nas verrà a fare un salto anche da quelle parti e non più solo da me). Per istinto tenderei a rifuggire un romanzo il cui titolo iniziasse con "vita avventurosa di..." ma la copertina, per l'ennesima volta, ha avuto la meglio su di me. E poi, come resistere ad una collana che si chiama "I Trabucchi", insomma ancora una volta le sirene erano troppe e troppo forti per tapparsi le orecchie.
In secondo luogo, vorrei porre l'attenzione sulla casualità che ci porta sempre più spesso a leggere di malandrini, bugiardi, bucanieri, bombaroli, passatori e mascalzoni vari: da ciò si deduce chiaramente di qual fatta saranno i protagonisti del funambolico romanzo di esordio del meraviglioso premio Nobel kazako. Anzi, ho già deciso che si intitolerà "Passatori": il fatto che Passatori sia anche un bell'album di Richard Galliano non rappresenta un problema.Last but not least, il romanzo di Di Cicco: un lavoretto ben fatto. Non una perfezione assoluta, ma ce ne fosse di più, in giro, di leggerezza e ironia in semplicità come se ne trova in questo racconto. È uno straordinario esempio di "eruzione" di creatività: a sapergli dare un po' più di struttura, un po' più di densità, ne poteva venire fuori un lavoro quasi quasi da 5 stelle: ma a ben vedere lui le cinque stelle non le vuole, vuole tenersi la sua leggerezza, la disinvoltura con cui salta da una donna all'altra e da un'imbarcazione all'altra senza essersi nemmeno ancora dato la briga di inventare un nome per la barca precedente o per il suo comandante. Va bene così: adattarsi allo spirito della lettura e calarcisi dentro, è questo che bisogna fare e che io non ho ancora imparato proprio bene, e dunque ecco un altro motivo per dare valore a questa lettura.
A tratti mi ha fatto pensare che se le città visitate dal protagonista son tutte descritte come "dolci" e le donne tutte "leggiadre", finiscono inevitabilmente per assomigliarsi tra loro. Eppure, pur mancando di approfondimenti e caratterizzazioni, le locations esotiche appena sfiorate dal nostro sanno comunque affascinare.
Certe imperfezioni nella costruzione della frase e del periodo, mi hanno lasciata più perplessa: fino alla fine non si riesce a capire se quelle frasi sono sgangherate perché fanno parte del personaggio sgangherato (ma allora di questo genere di frasi dovrebbero essercene di più) o se sgangherata è stata la cura riposta nell'editing di tutto il lavoro (ma sarebbe un errore così pacchiano).
Il personaggio è il perfetto prototipo di marinaio nonché perfetto prototipo di str**** di cui tutte le donne finiscono per innamorarsi e da cui vengono regolarmente piantate come ben dimostra la trama di questa storia, a partire dall'idolatria per la mamma e per finire con le lacrime di coccodrillo al termine di ogni episodio e la "canonizzazione" del finale. E così: donne! Donne di tutto il mondo che almeno una volta siete state piantate da un qualche s****** (che al danno vi aggiunge anche la beffa di sentirvi dire "ma tanto tu sei forte" e "ma tanto tu meriti di meglio")!!! È arrivato l'arrotino! Anzi no, è arrivato il momento della soddisfazione di vedere il vostro stronzetto finire sul patibolo.
Il personaggio è il perfetto prototipo di marinaio nonché perfetto prototipo di str**** di cui tutte le donne finiscono per innamorarsi e da cui vengono regolarmente piantate come ben dimostra la trama di questa storia, a partire dall'idolatria per la mamma e per finire con le lacrime di coccodrillo al termine di ogni episodio e la "canonizzazione" del finale. E così: donne! Donne di tutto il mondo che almeno una volta siete state piantate da un qualche s****** (che al danno vi aggiunge anche la beffa di sentirvi dire "ma tanto tu sei forte" e "ma tanto tu meriti di meglio")!!! È arrivato l'arrotino! Anzi no, è arrivato il momento della soddisfazione di vedere il vostro stronzetto finire sul patibolo.
Riassumendo: qualche dubbio sulla forma ma contenuto assolutamente valido.
La regola d'oro prevede che il realismo magico sia un materiale da lasciar maneggiare ai sudamericani, onde evitare gravi danni - un po' come la nitroglicerina bisogna lasciarla maneggiare dall'artificiere esperto - però in questo caso si applica un'eccezione alla regola perché Di Cicco, il materiale fiabesco e magico e non proprio religioso ma un po' trascendente, lo sa innestare alla perfezione nel discorso, e lo fa in maniera... discorsiva, per l'appunto.
Epilogo dell'epilogo
Il finale, con il perfido Dom Ferdinand, è forse la parte che ho amato di meno, perde un po' di mordente rispetto tutto il resto; ma la vera sorpresa - epilogo dell'epilogo - assolutamente prosaica eppur degna, la ho avuta allorquando, terminata la lettura del libro, essendo giunta l'ora di andare a preparare la cena e aprendo la dispensa onde scovare un barattolino di fagioli, apro lo sportello e mi ritrovo ad ammirare il seguente paesaggio:

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