lunedì 13 luglio 2026

La bambola di porcellana - Kristen Loesch

 La trama in soldoni e senza spoiler: saga familiare, dal punto di vista prevalentemente femminile, a cavallo tra XIX e XX sec, con la narrazione che si sdoppia su due binari paralleli - quello degli anni novanta del XX Sec, e quello che parte dalla fine del XIX Sec. La vicenda familiare è intricatissima-ingarbugliatissima, a cavallo non solo tra due secoli ma anche tra due epoche, tra due mondi (aristocrazia e proletariato), tra due paesi (Russia e Inghilterra), tra diverse filosofie, tra un padre matematico e una madre che racconta favole popolari, tra il detto e il non detto, insomma tra mille opposti che finiscono per attrarsi oppure scontrarsi tra loro. Tra la voce onnisciente e la voce della protagonista che rimangono sempre ben distinte e separate. La protagonista vorrebbe tagliare i ponti e i dubbi riguardanti il suo passato ed iniziare una nuova vita, e invece le sue ricerche di un chiarimento definitivo prenderanno una piega inaspettata.


Me lo sono abbastanza goduto, quello di cui avevo bisogno era una favola tradizionale.
La trama è tutto sommato abbastanza ben congegnata perché le svolte e i colpi di scena non sono mai telefonati; dalla seconda parte in poi si ha la sensazione che metta troppi ingredienti in tavola: per essere in grado di gestire tutta questa carne al fuoco ci vorrebbe un Pasternak, ma in realtà con questo romanzo siamo ben lontani da Živago, in comune c'è giusto giusto l'ambientazione, checché ne dica il new york journal of books nella citazione in quarta di copertina; nella terza parte percepisco una maggiore solidità, una miglior robustezza e concretezza dell'impianto (paradossalmente, anche nelle parti di pura invenzione e di favola: perché sono bene innestate nella Storia). Rilevo alcune ingenuità: sia nella trama, che nella struttura, che nelle scelte lessicali. Ingenuità nella costruzione del "cattivo", che si scoprirà essere mosso da motivazioni veramente  irrilevanti ed improbabili. E soprattutto, indulge troppo nelle dinamiche tipiche della telenovela (del tipo: quello che credevi tuo padre si scopre che in realtà non è tuo padre; quella che credevi fosse tua sorella in realtà non è tua sorella; chi era creduto morto in realtà si scopre che non è morto, ecc ecc) ed è per questo che non arrivo ad accendere la quarta stella. Però c'è la suspense, ci sono ambientazioni d'atmosfera, ci sono frasi e citazioni intelligenti e non buttate a casaccio; un'altra cosa intelligente è il modo in cui riesce a trasporre in un romanzone lo spirito dei brevi racconti popolari russi (come le Veglie di Gogol) ed esegue questa trasposizione senza snaturare il tutto e senza troppe sbavature; dunque c'è una buona sufficienza. 

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