Prima di questo, di McEwan avevo letto solo Chesil Beach, che non mi era dispiaciuto ma non mi aveva nemmeno illuminata. E invece The Children Act lo è stato, a suo modo, illuminante.
Denso e corposo, completo e robusto e gustoso. Sembra la descrizione di una nuova marca di whiskey - e forse, in effetti il paragone calza, perché il retrogusto è molto amaro. Una storia completa e conclusa, con personaggi belli (nel senso di interessanti) a loro volta completi e conclusi. Ha saputo darmi questo senso di compiutezza nonostante la brevità e nonostante l'assenza di una trama vera e propria. Ben costruita la figura del ragazzo adolescente; ben delineato il ruolo che la musica riveste in tutta la vicenda narrata. Ora sono molto più invogliata a leggere altro di McEwan.
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