sabato 16 maggio 2015

Cronaca di famiglia - Sergej Aksakov

Credo che per molti lettori questo libro potrebbe risultare noioso e inutilmente ampolloso; io che amo i mattoni, invece, l’ho trovato gustosamente romantico: non nel senso di sdolcinato, ma in quanto colmo di spiritualità, di emotività e affascinate/affascinanti descrizioni della natura, di un raccontare sé stesso e la propria famiglia come una favola-verità.
Sarebbe da leggere prima di ‘Adolescenza a Kazan’, che io ho invece letto alcuni anni fa e di cui il ricordo si è fatto un poco sfuocato, nel quale l’autore racconta appunto della propria infanzia e adolescenza, con le vicende, le paure e gli entusiasmi di un ragazzo sensibile.
Qui invece è la storia della famiglia dell’autore a fare da protagonista, a partire dalla singolare figura del nonno paterno: da lui si snodano tutti gli sviluppi in senso temporale attraverso il XVIII e XIX secolo, ed in senso geografico attraverso una splendida Russia dalle steppe ancora incontaminate con gli sperduti villaggi agricoli dei primi coloni.  Le atmosfere, i paesaggi e i dettagli di vita familiare nella sua quotidianità ricordano in tutto e per tutto Tolstoj; il modo in cui si dipana la storia della famiglia mi ha ricordato ‘Care Memorie’ della Yourcenar; ed è azzeccato anche il paragone di chi ha assimilato il nonno Bagrov al principe di Salina. Con le similitudini potrei andare avanti parecchio, ma è più utile rilevare che Aksakov ha una semplicità e una modestia tutte sue, un calore e una vitalità nei confronti della storia della sua famiglia ed anche nel modo di raccontare la sua Russia, sia i suoi luoghi che la sua gente, tali da rappresentare la sua unicità e al tempo stesso tali da metterlo allo stesso livello degli altri grandi autori che rappresentano i grandi classici della letteratura russa.

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