Ottima lettura, proprio come “Prossima fermata trambusto”, intrigante sin dalle prime righe. Qui i temi e l’ambientazione si concentrano più sulla famiglia e sull’adolescenza, narrati con una splendida ironia.
Storia di un ragazzino e delle sue difficoltà, alle prese con l’età ingrata, con una famiglia “andata a male” e con un mondo esterno attrattivo ma in generale poco collaborativo: la formazione del ragazzo procede in contemporanea al disfacimento materiale ed economico della sua famiglia. All’interno di questa stessa famiglia emerge però un rapporto a dir poco luminoso tra i due fratelli, ed è una delle cose che ho amato maggiormente durante la lettura.
Compare anche un elemento poco considerato oggigiorno, nella letteratura come nei discorsi quotidiani della gente: l’ossessione per il lavoro e l’eccesso di lavoro - con conseguente alienazione - del padre.
Anche se il protagonista nonché voce narrante è un tredicenne, in realtà il suo linguaggio e i suoi pensieri non sono propriamente da tredicenne, per quanto disincantati sono profondi e acuti, ed è proprio attraverso questo stratagemma che la famiglia, la scuola e la formazione risultano meglio descritti che altrove, anche a paragone di altri libri con ben maggiori pretese. Consigliatissimo.
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