Bello, anche se in maniera completamente diversa da quello che mi aspettavo. Questo libro ha un carattere fiabesco e idealista, e anche il tono è assolutamente educativo, proprio come in una fiaba: tutto questo è piuttosto inusuale per un racconto ambientato nella Resistenza, ma il risultato è comunque notevole, anche perché la Resistenza è il contesto ma non è il vero oggetto della narrazione. Il libro racconta della Resistenza in Polonia, più precisamente nei pressi di Vilna (anche se in effetti la foresta polacca potrebbe essere benissimo il nostro appennino, il dramma è stato davvero lo stesso in ogni dove), e della formazione del ragazzo quattordicenne Janek; e per farlo li posiziona entrambi in un crocevia tra la realtà, il sogno e la fiaba. Tutto ha un’atmosfera quasi magica: le figure mitiche dei partigiani, l’ambientazione nella foresta innevata con i nascondigli sotterranei, l’amore tra Janek e Zosia, i racconti letti dagli studenti attorno al fuoco.
“Educazione Europea” è il titolo che uno dei personaggi - il partigiano e studente Dobranski - intende dare al libro che sta scrivendo, e così egli lo spiega, spiegando al lettore il romanzo vero e proprio e anche il collegamento con questa diffusa atmosfera fiabesca di cui parlavo: “Si intitolerà Educazione Europea. In senso ironico, naturalmente: per educazione europea intende le bombe, i massacri, gli ostaggi fucilati, gli uomini costretti a vivere nelle tane come bestie. Ma io, vedi, raccolgo la sfida. Possono ripetermi finché vogliono che la libertà, la dignità, l’onore di essere uomo non è altro che un racconto per l’infanzia, un racconto di fate per il quale ci si fa ammazzare. La verità è che ci sono momenti nella storia, momenti come quello che stiamo vivendo, in cui tutto quel che impedisce all’uomo di abbandonarsi alla disperazione, tutto ciò che gli permette di avere una fede e continuare a vivere, ha bisogno di un nascondiglio, di un rifugio. Talvolta questo rifugio è solo una canzone, una poesia, una musica, un libro. Vorrei che il mio libro fosse uno di questi rifugi e che aprendolo, alla fine della guerra, gli uomini ritrovassero intatti i loro valori e capissero che, se hanno potuto forzarci a vivere come bestie, non hanno potuto costringerci a disperare.”
Quindi questa foresta magica diventa una metafora, c’è una totale e assoluta fusione tra il micro e il macro, tra la vicenda specifica con i suoi personaggi, e il messaggio universale che l’autore vuole trasmettere; il titolo “Educazione” è contenuto e contenitore al tempo stesso.
In certi passaggi potrebbe risultare forse un po’ troppo idealista e altisonante: i dialoghi tra i partigiani offrono un punto di vista paneuropeo che pochissimi hanno avuto all’epoca. Mi spiego meglio: se oggi abbiamo un’Europa Unita (…che cerca di stare unita… ) è certamente grazie al pensiero di coloro i quali in quell’epoca hanno saputo guardare lontano e sognare in grande; ma io credo che per la stragrande maggioranza della gente che si è nascosta, che si è ribellata, anche tra tutti quelli che hanno pensato ad agire nel giusto prima che a portare a casa la pelle, l’idea di una Europa unita e in pace fosse al momento un qualcosa di talmente grande e utopico che nemmeno ci hanno pensato mai: hanno vissuto un sconvolgimento assoluto, ed è molto difficile, stando dentro a una lavatrice in centrifuga, riuscire a fare riflessioni compiute su quello che c’è all’esterno, sul futuro dell’uomo e di un continente. Ecco, questo difficile compito nel romanzo viene affidato a semplici e anonimi studenti rintanati sottoterra nel cuore della foresta, e qui sta la finzione ma qui è anche la magia della fiaba, del sogno, dell‘atmosfera. Quindi nonostante le forzature il romanzo è bello così com’è perché è sopra ogni altra cosa un inno per la pace e contro tutte le guerre: occorre giungere all’epilogo per cogliere che quel tono idealista apparentemente un po’ fuori luogo in realtà non è altro che un canto di speranza per la pace. I libri che raccontano la Resistenza sono altri, come “La Quarantasettesima”, lì c’è la storia nuda e cruda. Qui invece c’è una favola che vuole raccontare l’uomo e la speranza per la pace.
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