Molto interessante: volendo analizzare la complicata situazione afghana, l'autrice offre un punto di vista "interno", sia per aver vissuto per un certo periodo con la famiglia del libraio, che per il fatto di riportare quanto gli hanno raccontato i membri stessi della famiglia, e dunque i diretti interessati.
Invece di leggere le solite tirate dei giornalisti che banalizzano tutto in un buoni contro cattivi, e che raccontano delle donne di Kabul come se mettere lo smalto sulle unghie fosse il loro obiettivo della vita, è meglio leggersi un libro come questo.
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