sabato 16 maggio 2015

La moglie - Giovanni Dusi

Storia della fine di un amore, di un tradimento e di tutto ciò che da queste cose consegue: vi si affrontano così i temi dell’amore, dei rapporti di coppia, del per sempre che poi è fin che dura, del dolore, della gelosia, più tutta una approfondita introspezione della coscienza dell’io narrante.
La scrittura di Dusi è squisita, è un discorso perfettamente liscio, vellutato ed equilibrato, non eccede nell’enfasi ma nemmeno nella superficialità.
Mi ha riportato alle atmosfere domestico borghesi del Montefoschi che ho appena letto, ma come psicologia ed espressività non c’è paragone, qui siamo a un livello molto più alto… o almeno, io l’ho maggiormente apprezzato.
Resta comunque anche questo nell’ambito del romanzo statico, dove non succede pressoché nulla in tutto il tempo della narrazione. Lo si potrebbe vedere come una specie di Deserto dei tartari: il protagonista aspetta per tanto tempo che qualcosa accada, e poi quando finalmente qualcosa accade è la sua condizione psicologica ad essere mutata.
Vi si trova una fitta e minuziosa analisi psicologia di tutta una gamma di pensieri, sentimenti e comportamenti che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita, e vedere messe per iscritto tutte quelle cose di cui in genere si parla sempre per sottointesi, sempre dando per scontato, questo è quello che rende coinvolgenti anche i passaggi più statici.

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