sabato 16 maggio 2015

Le imperfezioni - Valerio Varesi

Mi ha un po’ deluso.  Si legge con la curiosità di sapere come va a finire ma non con entusiasmo.
Buona l’idea di un giallo-non giallo, una specie di Hitchcock, c’è un suicidio che non è un omicidio, ma con tutti i però del caso e tutto un mondo attorno che viene svelato poco per volta.
Buona anche l’idea del parlare del mondo odierno secondo la chiave dello scontro tra le persone prepotenti e le persone miti, e proprio questa cosa poteva essere approfondita molto di più, invece mi ha dato la sensazione di girarci intorno senza addivenire ad alcunché… tra l’altro, Pino Cacucci in quarta di copertina scrive “E attenzione a umiliare le persone miti: se raggiungono la saturazione, sanno dimostrare una caparbia forza di volontà in grado di rovinare la spregiudicata esistenza di qualsiasi prepotente”: molto bello come suggerimento per un ipotetico finale, peccato che di tutto questo nel romanzo poi non vi sia traccia. Il prepotente prevale sulla persona psicologicamente più debole, la quale si rende conto della propria debolezza, quindi alla fine soffre doppiamente, anzi soffre il triplo perché oltre a essere vittima dei soprusi, oltre ad avere una coscienza che gli fa prendere atto della propria condizione, scopre di avere anche tutto un mondo fatto di valori e metri che gli altri non apprezzano e non riconoscono.  Tutto questo rimane comunque piuttosto nebuloso, con alcuni personaggi piuttosto scontati, e lo svolgersi della narrazione si basa su incastri ed intrecci alquanto improbabili: non che un romanzo debba essere per forza realistico, si possono anche inserire elementi di fantasia, però mi ha lasciato comunque la sensazione di un qualcosa di traballante.
Ultima nota: molto bella la descrizione della redazione del giornale, con tutto il suo campionario umano: è il perfetto ritratto di un qualsiasi ufficio di una qualsiasi azienda italiana

Nessun commento:

Posta un commento