Della Cialente mi pare di aver letto qualcosa alle scuole medie ma non ne ho più memoria…
Ora invece scopro questo premio Strega che è un racconto autobiografico ma non solo: è anche storico, storiografico, sociologico e un poco anche politico. Attraverso i ricordi personali si vede uno scorcio d’Italia lungo un secolo, il pubblico e il privato vengono raccontati con un perfetto equilibrio e con un’ottima scrittura, anche le guerre sono raccontate in maniera tanto più lucida in quanto concisa. La parte storica è assolutamente pacata e obiettiva, la parte autobiografica contiene la giusta dose di nostalgia - per le antiche atmosfere, le antiche dimore, per i luoghi e le persone da cui l’autrice discende - ma senza mai eccedere nel sentimentalismo, ed in entrambi i casi non vengono lesinate le critiche né alle persone specifiche del parentado, né in generale alla classe sociale che essi rappresentano.
Fulcro del racconto sono le quattro ragazze di cui al titolo, ovvero la madre e le zie della Cialente, ma protagonista assoluta è Trieste, splendida città che viene descritta con una squisita atmosfera fin du siécle, terra di confine e città cosmopolita, con i suoi paesaggi, i suoi pregi, i difetti e le contraddizioni.
Ottima lettura, ottimo premio strega.
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