Stile asciutto, contenuto denso di umanità. Le atmosfere della città durante la guerra sono grigie ed al tempo stesso coinvolgenti.
I dialoghi sono molto 'spezzettati' ma dopotutto anche questo fa parte dell'essere neorealista, nella vita reale si parla più con gli 'eh' e con gli 'oh' che non con le parole vere e proprie.
Tra quelli che ho letto di Vittorini, questo è il mio preferito.
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