mercoledì 20 gennaio 2016
L'amore contro - Mauro Covacich
A
metà strada tra "Come Dio comanda" di Ammaniti e "Non ti
muovere" della Mazzantini, si posiziona questa favola moderna di Covacich.
Nel racconto, tutto fatto con discorso diretto dei protagonisti, ambientato a
Udine e dintorni, c'è la realtà cruda e scialba delle periferie: i capannoni e
le aree industriali del nord est, le televendite e i cartomanti alla tv, un
addetto allo spurgofogne, una puttana, i dialoghi smozzicati al telefono tra
due intrallazzoni patiti del porno e le quattro righe sgrammaticate della
corrispondenza tra due sorelle che non si vedono e non si sentono da tempo. Lo
squallore del quotidiano che sembra invivibile, dove un'anima può inacidire al
punto da usare i sentimenti come arma contro gli altri, ma che a volte genera
anche sensazioni buone: la più bella di tutte, quella di aver trovato il
proprio angelo custode. Parte bene, si
perde un po' nella parte centrale con qualche giro di parole a vuoto, si
riprende forte per un finale da manicomio, l'unico possibile.
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