Finalmente la perfetta letturona seriale estiva che agognavo da tanto tempo: l'anno scorso non mi era andata tanto bene con "Il trono di spade", e neanche l'anno prima avevo avuto la giusta soddisfazione con la trilogia di Holt di Haruf. Sarò sfortunata: quando vado in cerca di questo genere di ristoro finisco sempre per vedermi servito il solito sandwich a base di peanut butter.
Qui la faccenda è diversa, basta aprire il volume per avere sentore di the aromatico e forte, shortbread e rose appena colte in giardino. Per quella che ho scelto come la mia saga di quest'estate, a giudicare dal primo volume pare che gli ingredienti non siano niente male: minuziosità fiamminga, luminosità cinematografica, e la scorrevolezza di una ballata.
I maggiori pregi sono l'elevata fedeltà della ricostruzione delle ambientazioni, non solo dei luoghi ma anche degli usi e costumi (non posso non osservare la perfetta continuità con la testimonianza di Margaret Powell ne "ai piani bassi"); e l'originale coralità per cui ogni personaggio, con il suo carattere e la sua storia, viene descritto attraverso il punto di vista, i pensieri e le parole di uno o più degli altri protagonisti. Quanto alla trama, è una perfetta soap-opera con dame e cavalieri, l'arme e gli amori, le cortesie e le audaci imprese e i tradimenti, dunque come dicevo si presta in gran spolvero per il ruolo ufficiale di letturona estiva.
Il romanzo presenta la famiglia di ricchi commercianti inglesi attraverso due spezzoni della vita dei suoi componenti: nella prima parte è l'estate del '37, e più precisamente alcuni giorni all'inizio del periodo di villeggiatura da trascorrersi nella tenuta nel Sussex; nella seconda parte si ritorna sullo stesso luogo un anno e qualche mese più tardi: è l'ultima decade del Settembre del '38, con l'estate che finisce e il momentaneo sollievo rappresentato dal trattato di Monaco.
Per la completezza di queste note devo precisare che se ho iniziato a leggere il libro senza alcuna pretesa di attribuirgli un qualche valore storico, e mi chiedevo addirittura se non stessi esagerando a raffrontarlo con la testimonianza della Powell che è una vera e propria cronaca dell'epoca, di man in mano che sono andata avanti con la lettura mi sono dovuta ricredere: il significato storico ce l'ha eccome. Non solo per il realismo del contesto familiare e domestico, non solo per la evidente connotazione autobiografica, ma anche e soprattutto per il panorama geopolitico degli anni '37 e '38: in un Inghilterra fresca fresca di incoronazione di Giorgio VI, la prima guerra mondiale è distante ormai vent'anni ma è ancora viva nelle memorie di tutti, rappresenta lo spartiacque in qualsiasi ragionamento e ricordo, una tragedia talmente grossa da rendere inconcepibile quella ancora più grossa che va addensandosi all'orizzonte, e infatti secondo l'opinione della stragrande maggioranza dei personaggi qui presenti non accadrà nulla, vedono Hitler come niente altro che ridicolo omuncolo, e fanno affidamento sul buonsenso di tutte le popolazioni del mondo che non avranno certo perso la memoria della recente guerra e dunque non avranno la stupidità di gettarsi a capofitto in una nuova carneficina. Soltanto uno dei protagonisti fa la cassandra della situazione, (col senno di poi sappiamo quanto la stia indovinando) ed è solo con il precipitare degli eventi che anche tutto il resto della famiglia arriverà ad ammettere l'imminenza del pericolo e a parlare elegantemente ed eufemisticamente di tutta la congiuntura geopolitica come della Situazione. Dunque è con estreme semplicità e lucidità che si compone il quadro dei discorsi delle persone, discorsi che tendono sempre a smorzare le preoccupazioni per amor di compostezza e ragionevolezza, e forse anche un po' per autoilludersi. Ci trovo moltissima somiglianza con il giorno d'oggi.
Concludendo: proseguo subito con la lettura del secondo volume perché mi piace molto la storia, la sua leggerezza, il modo in cui è raccontata, più in particolare sono curiosa di vedere che tipo di giovani e adulti diventeranno tutti quei personaggi che nel presente volume sono ancora bambini e adolescenti (come è già stato correttamente osservato da altri, sono personaggi godibilissimi: niente a che vedere con lo stereotipo di adolescente che di solito gli autori vogliono far piacere ad ogni costo), e credo anche che sarà un bel ripassino di storia della seconda guerra mondiale.
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