Giusto due righe per annotare che mi sto godendo questa saga e vado avanti con gusto e soddisfazione. La considerazione è delle più elementari: non sarà il capolavoro letterario del secolo, ma mi ha ben intrattenuto e dunque ha assolto egregiamente al suo compito. Per il resto, non entro nei dettagli perché se da un lato non vorrei ripetermi, dall'altro non voglio spoilerare: scrittura sempre scorrevole; i personaggi sono sempre ben tratteggiati; le derive che solitamente possono costituire il maggior timore di fronte a trame da soap, sono agevolmente scongiurate. Gli eventi significativi all'interno della famiglia incalzano, allo stesso modo in cui l'evolversi della guerra incalza in quella che è la vita delle nazioni. Tra il Marzo del '42, in piena confusione bellica, e la primavera del '45, con la confusione che segue l'armistizio soprattutto negli animi delle persone, le quali tentano di ritrovare quella normalità di prima della guerra che ormai nemmeno si ricordano più, il quadro dipinto dalla Howard potrebbe sembrare, in un primo momento, meno minuzioso di quanto la stessa autrice aveva saputo fare nei primi passaggi del primo volume, eppure se ci si volta indietro a guardare tutti e tre i libri, si può ben vedere come i cambiamenti di usi e costumi nella vita quotidiana delle persone, durante quegli anni cruciali, siano stati rappresentati con una ricostruzione pressoché perfetta, che nasce da una penna evidentemente dotata di grande abilità. Peccato solo per qualche refuso e qualche ripetizione che è evidentemente sfuggita al lavoro di editing.
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