mercoledì 11 dicembre 2019

Bottino di guerra - Patrick O'Brian

"Siamo tutti soggetti alle fortune della guerra", osservò Evans, visibilmente imbarazzato, mentre gli porgeva un pacchetto più piccolo. "Sono certo che non mi condannerete, se sono in ritardo rispetto ai miei compagni di bordo. Suvvia, signore, non ho bisogno di dirvi che c'è una generosità anche nell'accettare: e purtroppo non sono che venti sterline".

Ancora una volta, per commentare un nuovo episodio della saga mi trovo a lodare numerosi pregi e rilevare pochissimi difetti.

Unici difetti: qualche imprecisione nella scrittura in singoli e isolati passaggi (come sempre sarebbe poi da individuare qual è il peso della traduzione); e il titolo la cui traduzione non è felicemente azzeccata: in casi diversi The fortune of war poteva anche sostenere di essere tradotto con "bottino di guerra", ma qui il significato è diverso, e mi dispiace di tenere in mano il libro e leggere un titolo che non sia perfettamente calzante per una storia che mi è piaciuta così tanto.

Quanto ai pregi, potrei stare qui un'ora a sperticarmi in lodi esagerate, ma sarà meglio cercare di essere più concisa: l'articolazione della trama inizia a raggiungere i livelli - se non addirittura a fare invidia - a un Hugo o a un Dumas. I caratteri dei due protagonisti, il rapporto tra loro e il rapporto con gli altri personaggi, tutta questa rete "psicologica" è sempre ottimamente mantenuta e ragionata e ragionevole in considerazione delle congiunture, del passare degli anni, di tutto il contesto. Poiché si racconta di due uomini e non di due santi, i rapporti con l'altro sesso sono ovviamente presenti: ma non sono buttati lì a casaccio tanto per timbrare il cartellino, e i sentimenti sono sempre trattati ed esposti in maniera non melensa, al contrario: ruspante al punto giusto. Lo stesso dicasi per le riflessioni lievemente filosofiche e lievemente malinconiche che le disavventure possono indurre nei due protagonisti: dosate con perfetta accortezza. E anche l'ironia è sempre inserita con il tempismo giusto. 
Ora ho deciso che metterò da parte la saga per un po' onde evitare il rischio di un'inutile ubriacatura... ma in verità non sono sicura di quanto riuscirò a resistere prima di leggerne un altro ancora.

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