domenica 6 dicembre 2020

Trappole e imboscate - Saša Stanišić

Non mi è piaciuto. Sapevo già prima di leggerlo che i racconti non sono la mia tazza di té, e nemmeno la scrittura sperimentale con una sorta di flusso di coscienza, e a maggior ragione so tutto questo ora che l'ho letto; tuttavia l'ho iniziato volentieri perché è stato un regalo quanto mai gradito e poi perché una volta ogni tanto bisogna pur tentare una qualche sortita dalla propria comfort zone.

I racconti sono come fotografie sfuocate, o meglio, fotografie con alcuni dettagli nitidi e altri dettagli sfuocati, e in bene o in male è per questo verso che vanno presi. Una volta che ho imparato a tenere presente questo presupposto, ho iniziato a godermi la leggerezza del raccontare - che include anche una certa dose di spirito o forse potrei allargarmi e definire spiritosaggine - e ad apprezzare una certa raffinatezza nella scrittura che, laddove i dettagli delle immagini e delle sensazioni si fanno più nitidi, si impreziosisce di vere e proprie gemme e perle. 

Proseguendo nella lettura, i dettagli onirico-psichedelico-surreali (tortore che parlano, cervi che giocano a Fifa con l'Xbox e vogliono per forza fare il Bayern Monaco, cinghiali che si recano al supermercato a far spesa, insomma siamo né più né meno al livello della pubblicità televisiva di segugio.it, in ispecie se si considera che per reclamizzare un sito che si chiama "segugio" hanno usato nientemeno che un bracco, se non è questa un'imboscata...) vanno a supportare la tesi che l'ispirazione dell'autore, più che la mera e sobria spiritosaggine, sia effettivamente da individuarsi nell'alcool o in una qualche sostanza psicotropa o ancor meglio le due messe insieme. 

Sempre l'aspetto onirico-psichedelico-surreale, mi ha ricordato molto da vicino L'iguana della Ortese: nelle immagini, nel linguaggio, e anche nella vena polemica per la quale è impossibile stabilire con esattezza verso chi o cosa sia indirizzata la polemica stessa. Per coerenza, avendo assegnato un voto basso a L'iguana, dovrei assegnare voto basso anche alle Trappole. Dove sta la differenza? Sta nell'automobile per il criceto. Un libro in cui si cela una trovata così geniale - trovata geniale e per di più perfettamente realistica e praticabile - non può in nessun modo meritare meno di quattro stelle. 

"...una cassettina metallica con delle rotelle di gomma con una ruota per criceti integrata. Se il criceto ci entrava dentro, poteva continuare a correre nella ruota facendo così muovere la cassettina. A rigor di termini era più un'automobile per criceti che non una trappola per criceti."

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