Il quindicesimo episodio si discosta in maniera significativa dallo schema solito di O'Brian. E' un episodio quasi completamente actionless, e anche quella poca azione è impostata su presupposti narrativi a abbastanza maldestri quindi non l'ho tenuta in gran conto.
Ma il lavorìo psicologico è sviluppato con tale e tanta maestria da essere avvincente quanto le battaglie più avvincenti fin qui vissute. La presenza di Clarissa Oakes scatenerà una specie di tempesta a bordo, non tanto (o comunque non soltanto) tempesta ormonale ma principalmente tempesta di ricordi, di riflessioni, di sensazioni, di gelosie e di ripicche per tutto l'equipaggio: dal comandante al quadrato all'infermeria fino all'ultimo dei marinai.
Altri aspetti psicologici della navigazione e della vita dei protagonisti vengono sottolineati in relazione con lo scorrere del tempo, anzi più precisamente direi con l'amarezza dello scorrere del tempo. O'Brian ha sapientemente posto le basi del suo ragionamento nei volumi precedenti, e così arriva qui a sviluppare ed esporre in maniera compiuta tutto quanto riguarda l'anzianità della nave e del suo comandante: anzianità sia in senso positivo, come sinonimo di esperienza e di meccanismi collaudati; ma anche anzianità in senso negativo, come amarezza per la gioventù ormai trascorsa e che ovviamente non può tornare. La Surprise e il suo comandante si rispecchiano, si identificano l'uno nell'altra e viceversa, non sono decrepiti eppure gli anni migliori sono ormai andati; e così come qualcosa sembra essersi irrimediabilmente spezzato nell'animo fino a qui sempre gaio e solare del protagonista, allo stesso modo qualcosa sembra essere andato a male nell'atmosfera di una nave che fino ad ora aveva sempre goduto come di una specie di magia per tutto ciò che concerne la vita di bordo.
Un romanzo che si svolge su pochi metri di natante e tutto fatto di emozioni e riflessioni e qualche lievissimo tocco di ironia, in teoria dovrebbe essere un mappazzone dei più indigesti, e invece nella pratica vola direttamente sul podio dei miei preferiti della serie. Un'altra eccellente prova per un eccellente autore: se un qualcuno fosse convinto sostenitore della teoria della reincarnazione, qui troverebbe ulteriori e pesantissime prove per sostenere e dimostrare che O'Brian altri non è se non una reincarnazione di Jane Austen.
Faccio una pausa per dovere di decenza, ma non vedo già l'ora di leggere il prossimo, che del resto è già pronto nello scaffale.
Nessun commento:
Posta un commento