venerdì 26 marzo 2021

Odore di chiuso - Marco Malvaldi

 Deludente. Non che pretendessi chissà che cosa, però un poco meglio me lo aspettavo. Non avevo ancora letto nulla di Malvaldi, e i gialli non sono per nulla my cup of tea; ma mi sono avventurata con questo librino giusto perché attratta dall'ambientazione tardo ottocentesca e ancor meglio con l'apparizione dell'Artusi. 

Sulle prime il tono scanzonato, colloquiale, farcito di frecciate e spiritosate che la voce narrante rivolge direttamente al lettore, rimaneva mediamente potabile: mi ricordava un po' Cristiano Cavina ne I frutti dimenticati, nulla di memorabile ma sull'ordine delle tre stelle medie. Ma con il procedere della lettura la qualità della narrazione e dell'impianto sono andati peggiorando, le spiritosate iniziano a forzare la mano e più che far sorridere fanno fare una smorfia, e da Cavina siamo scivolati a livello Andrea Vitali. Ora so che con la faccenda del bar e dei vecchietti posso proprio risparmiarmi lo sforzo. 

Quindi: una stella perché mi è servito ad alleggerire la wishlist, e un'altra stella perché mi ha portato ad andare a cercare la biografia del mio pro-pro-pro zio Artusi, la quale è già nel carrello con l'ordine pronto a partire. Nessun altro merito, in totale fan due stelle, ora posso tornare da O'Brian, e pure di corsa. 

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