Sapevo sin dall'inizio che tante domande e curiosità sarebbero rimaste prive di risposte, ma a ben vedere proprio in questa consapevolezza ho trovato il coraggio di avventurarmi nell'ultimo, brevissimo ed incompiuto episodio. Se avessi saputo che si trattava di una fine vera e propria in cui uno o più dei personaggi principali avessero trovato la morte, o il congedo definitivo o chissà che altro genere di passo definitivo, no, non ce l'avrei fatta. E invece questa fine, per quanto imposta da cause di forza maggiore, mette il cliffhanger in un punto che davvero più adeguato non poteva essere. Se cliffhanger doveva essere, per la mia modesta opinione non poteva essere in un punto più perfetto di questo. Un finale che non impone un vero e proprio addio ma è solo un gradino da cui spiccare un volo: i personaggi, e con essi il lettore.
Una curiosità: prendo nota di una clamorosa svista di O'Brian che nel volume precedente aveva fatto morire l'aiuto nocchiere Algernon Wantage di malaria o qualcosa di simile, e invece qui lo ha fatto clamorosamente resuscitare. Ma del resto questa che vediamo qui pubblicata era una bozza dattiloscritta che con ogni probabilità andava soggetta a ulteriori modifiche e revisioni e correzioni; ed in ogni caso arrivati a questo punto l'affetto è tale e tanto che all'autore si potrebbe perdonare qualsiasi svista, e intendo proprio qualsiasi.
La pagina che riporta la dicitura "il dattiloscritto termina qui", su una frase di Stephen interrotta a metà, è quanto mai commovente e mi fa semplicemente sentire grata per tutto il tempo che ho potuto trascorrere in compagnia degli amati personaggi e durante il quale, in certo modo, ho potuto sentirmi parte della loro storia.
Altri commenti relativi alla serie nella sua interezza mi paiono superflui in quanto sarebbero una mera ripetizione di quanto sono già andata scrivendo di man in mano, per ogni episodio, nel corso degli ultimi due anni: la freschezza del racconto, la capacità di usare sempre il medesimo pattern pur senza risultare ripetitivo, la creazione di personaggi cui è impossibile non affezionarsi, l'attenzione nella psicologia dei personaggi secondari, la cura nei dettagli della ricostruzione storica sia di eventi storicamente accaduti che di eventi di fiction... insomma, i pregi della serie sono tanti e tali che il valore aggiunto dato dalle sue dimensioni e dalla costanza della qualità, fa sì che le si possano assegnare cinque stelle senza tema di smentita.
Completa il volume una corposa appendice in tema di Royal Navy in cui vengono messi a confronto eventi e personaggi storicamente reali con gli eventi e i personaggi di fiction: non solo interessante e ben scritta (a ben vedere, se opportunamente sfrondata di qualche spoilerata, potrebbe anche essere utilizzata da un neofita come prefazione per l'intera serie) ma ha anche l'indubbio pregio di permettere al lettore sconfortato e naufrago di restare in compagnia dei suoi beniamini ancora per un po'.
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