Non sarà una scoperta da premio Nobel, ma è pur sempre una buona storia.
Sulle prime mi pareva una fòla troppo semplice, una cosina molto lineare, la classica storia di miseria e formazione. Ma addentrandosi nella narrazione, e in special modo con l'inizio della seconda parte, si disvela meglio lo spirito vagamente dark del racconto e allora diventa piacevole terminarlo tutto d'un fiato, lettura perfetta per una serata burrascosa con il vento furioso là fuori che spazza la faggeta. Qualche luogo comune c'è, ma ho apprezzato il fatto che l'autore non si sia lasciato scappare la mano con vere e proprie facilonerie.
Nessun commento:
Posta un commento