domenica 15 gennaio 2023

Victoria - Daisy Goodwin

 

Agile sceneggiatura senza troppe pretese di realismo storico, specialmente per quanto riguarda i dialoghi e la quotidianità dei personaggi. Il "film" inizia con Vittoria sedicenne, dunque prossima all'ascesa al trono e temporaneamente vittima della ormai nota prepotenza del Conroy; e termina nel momento in cui Vittoria decide di dichiararsi al principe Alberto. Nel mezzo ci sono, ovviamente, la sua incoronazione, le sue prese di coscienza, la sua formazione come donna oltre che come regnante, la sua caparbietà e i suoi colpi di testa, ma principalmente e soprattutto al centro del racconto c'è il rapporto tra la giovane Vittoria e Lord Melbourne. Il romanzo presenta la tesi (pura invenzione romanzesca o frutto di una qualche ricerca?) che fosse il Visconte la vera scelta di Vittoria, che fosse lui l'uomo di cui era veramente innamorata. Alberto finisce così per diventare un "ripiego" in seguito all'accettazione del senso del dovere che dimostra chiaramente l'impossibilità di mettere in pratica una relazione con Melbourne, né coniugale e nemmeno extraconiugale. E difatti il punzecchiamento-corteggiamento-innamoramento tra Vittoria e Alberto è la parte meno convincente del racconto in quanto proposto e vissuto come un vero e proprio "compito" da parte di entrambi. Descrivere questo innamoramento come un qualcosa di ineluttabile finisce per viziare il romanzo perché lascia intravedere che dietro la voce narrante onnisciente c'è un'autrice che - tout simplement - ragiona con il senno del poi. Peccato per questa sbavatura nella parte finale, perché il corpo centrale - come dicevo, il rapporto con Lord Melbourne dapprima di lavoro ma poi anche di una sorta di tutorialità e poi anche di amicizia e poi infine di innamoramento - è gestito in modo abbastanza equillibrato: l'autrice si diverte a fare di Melbourne una figura romanticissima e tormentatissima, ma sa restare nei ranghi senza scivolare in facilonerie stile Harmony. Oddio, in un paio di scene corre seriamente il rischio di cascarci.

Nel complesso si è lasciato leggere volentieri, esattamente come uno si mette a guardare uno degli innumerevoli film sulla Regina Vittoria: si sa già che le invenzioni e interpolazioni saranno innumerevoli, ma si resta incollati allo schermo comunque. 

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