Un originale trattato di micologia.
Che cosa io mi aspettassi mai iniziando questa lettura, non saprei dirlo. Anzi no, non è vero, lo so che cosa mi aspettavo, e devo dirlo con sincerità: mi aspettavo una storia romantica; una lettura di qualità ma romantica.Che cosa ho mai trovato? una romanticheria poeticheria davvero insipida e per giunta inutile, del tutto gratuita. Ma il libro gratuito non lo era: quattroerotti euro buttati. Non parla d'amore perché la storia è troppo banalizzata e appiattita. Non parla della formazione dello scrittore perché nulla viene detto di quello che il protagonista ha studiato, si riportano solo spezzoni dei suoi scritti dove di solito c'è un uomo che scrive di un uomo che scrive, per cui il giochino di specchi tende a ripetersi e a stancare molto presto. Non è un vero flusso di coscienza sebbene si tenda a dare un certo rilievo a sogni, visioni e fantasticherie.
Il guaio è che non sono riuscita ad individuare la chiave di lettura di questo coso: è da prendersi seriamente? È da leggere come fiaba? Vuole essere prosa o lirica? Zuppa o pan bagnato?
Ho provato a sottolineare qualche frase per vedere l'effetto che fa. "Oh, l'amore è una notte d'estate con in cielo stelle e profumi sulla terra". Oh, che originalità.
"Ahimè, l'amore rende il cuore dell'uomo una fungaia, un giardino lussureggiante e insolente dove crescono impudenti funghi misteriosi": le infermiere del reparto di oncologia, l'anno scorso, erano più sincere e candidamente me lo chiamavano "buzzone" o "bognone". Ma in effetti la definizione di "impudente fungo misterioso" mi può tornare buona in più contesti: per indirizzare fungaioli sprovveduti verso il crinale dove crescono le amanite, oppure per darmi un tono quando rientrerò in corsia. Una stella per avermi dato un (uno!) suggerimento valido.
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