domenica 23 marzo 2025

L'antico amore - Maurizio De Giovanni

Notte fonda, televisore acceso a bassissimo volume: in piena zona Marzullo. C'è un De Giovanni che tra il divertito e l'imbarazzato racconta di essersi sentito fortemente a disagio nello scrivere un libro in cui non c'è nessun morto ammazzato. Racconta inoltre come l'idea iniziale gli sia venuta a partire da una scena vista nella realtà, quando lavorava in banca, guardando un vecchio in sala d'attesa, affiancato dalla sua badante. Tanto basta per catturare la mia attenzione - i gialli non mi interessano; gli autori fuori dalla propria comfort zone, quelli sì - e scatta immediato l'ordine su IBS. Ho fatto proprio bene: la lettura è gustosissima, intreccio semplice, storie impalpabili proprio come lo zucchero a velo ma non ci ho trovato nulla di banale come invece è stato scritto in qualche altra recensione. 

La struttura narrativa composta di tre piani temporali che si intrecciano è una struttura super classica ma è soprattutto una scelta precisa che consente all'autore di prepararsi per il finale. Non mi allargo fino a parlare di "colpo di genio", ma certamente si può parlare di trovata particolarmente brillante per il finale: per tutta la durata della lettura l'autore ti ha portato a credere, a dare per scontato un qualcosa; ed invece nell'ultimissima riga, con un gioco di prestigio, estrae l'asso dalla manica e ti ribalta completamente il punto di vista. 

Inoltre ha il pregio per nulla secondario di far conoscere Catullo agli ignoranti come la sottoscritta che non hanno frequentato il liceo, e così ritorna il vecchio adagio che con ogni libro si impara qualcosa di nuovo.  

Lettura promossa a pieni voti. 


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