lunedì 31 marzo 2025

Le coincidenze inevitabili - Paul Guimard

Dopo aver letto un secondo libro di questo autore, il primo pensiero che mi viene è di sottolineare con quanta classe questi sappia scrivere. E anche la somiglianza con Milan Kundera: racconta una trama da poco, ma in verità non la racconta nemmeno, la lascia a raccontarsi più o meno da sola e intanto la usa come pretesto: una scusa per parlar d'altro. E tutto quest'altro è un gran valzer di mille temi e osservazioni, tutti sempre pertinenti e ben dosati, rarissime le virgole fuori posto. 

 Les choses de la vie, letto l'anno scorso, mi era piaciuto molto; e tuttavia non avevo questa gran urgenza di iniziare un nuovo Guimard. Ma poi ha catturato la mia attenzione perché è un volume usato: sfogliandolo accidentalmente, mi sono accorta della presenza di tante sottolineature e segni (tutti composti, educati, uniformi, a matita). E così mi è venuta la smania di leggerlo più che altro per la curiosità di seguire le sottolineature ed i segni del precedente lettore/lettrice. Sul risvolto della terza di copertina sono trascritti i nomi dei protagonisti: così a occhio propendo per l'ipotesi calligrafia maschile. A lettura ultimata posso solo osservare che le mie sottolineature non coincidono quasi mai con le sue. 

E il libro invece merita la lettura: atmosfere vagamente giallo/noir che non hanno nessuna intenzione di imporsi sulla forte dose di realtà e realismo. Osservare la vita degli umani veri, questo sì che è l'obiettivo dell'autore. Giovani e vecchi, famiglie e single, soddisfatti e insoddisfatti, innamorati e disperati, gente di alta estrazione sociale e gente che viene dallo sprofondo. Un romanzo breve strutturato in forma di istruttoria, ovvero un collage di gustosissimi camei/testimonianze tutti collegati tra loro secondo schemi a volte più, e a volte meno prevedibili. Sembra una banalità ma per saper reggere un tale tipo di struttura ci vogliono delle capacità superiori alla media. 

Terzultima nota: il titolo originale, Un concours de circonstances, tende a sottolineare non tanto il concetto di ineluttabilità quanto quello di casualità che è effettivamente uno dei temi portanti del discorso. 

Penultima nota: mi accorgo solo ora che il precedente lettore ha strappato l'ultimissima pagina! Chissà quali appunti essenziali c'erano scritti. Comunque è già la seconda volta che libraccio mi rifila un libro con una pagina strappata. Anche se si tratta solo della mancanza di un foglio bianco, un volume con una pagina strappata non dovrebbe essere messo in vendita, punto e basta. 

Ultima nota: che piacere ricominciare a riempire le pagine del libro con viole candite. Forse da questo si misura che la primavera sta davvero tornando. 

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