mercoledì 15 ottobre 2025

Il dolore del mare - Alberto Cavanna

 


Saga familiare in salsa di salsedine: la Palmaria raccontata quasi quasi come fosse Macondo. E funziona bene, non c'è che dire.
Con la scrittura poteva mantenersi un po' più sul semplice, e invece si compiace di arzigogolare e infiorettare i periodi. Forse c'è anche un po' troppa ricerca di significati filosofici e metafisici a proposito dell'isola in quanto luogo separato, con un tempo separato, una vita separata ecc ecc... ecco, mi pare che su questo aspetto, in qualche passaggio, si calchi un po' troppo la mano.
Nel recensire Fumana scrivevo che la ricetta del romanzo che parla della Storia d'Italia raccontandola attraverso la storia dei semplici è una ricetta sempre valida. Lo pensavo quest'estate e lo penso tuttora. Però è anche vero che senza un quid, la faccenda rischiava di farsi ripetitiva. Senza un pizzico di sale, la minestra può rimanere insipida.
E invece Cavanna sa metterci anche quel quid: oltre alla saga di famiglia e di paese, oltre al tema della Storia d'Italia tra le due guerre, oltre al tema della guerra in sé, c'è anche un altro tema che emerge lentamente pagina dopo pagina ed è una cosa affine a quella che scrive Pennacchi in Canale Mussolini quando dice "ognuno g'ha le so razón" - che non è una forma di revisionismo o di blanda scusa bensì una forma di obiettività nel raccontare di poveri e di ignoranti che poi sono la maggioranza di allora, come di oggi.
Qui Cavanna sembra voler (di)mostrare che quelli che sono andati in guerra, quelli che son morti nella Grande Guerra magari con un atto di apparente eroismo, quelli che si son buttati a capofitto nel fascismo con grande spirito di abnegazione... insomma quelli per cui noi oggi spesso ci chiediamo "ma chi diavolo gliel'ha fatto fare?", non erano mica tutti scemi e neanche tutti in malafede. Incredibilmente, c'era qualcuno in perfetta buona fede e a guardare la sua storia dal di dentro veramente non puoi trovarci nulla da ridire e non puoi non provare compassione ed empatia. L'ignoranza qualche volta viene trattata alla stessa stregua della colpa, ma c'è poi tanta differenza tra ignoranza e ingenuità? Può l'ingenuità essere una colpa?

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