Quando si è alle prese con un racconto scritto da uno che con ogni evidenza siede negli scranni più alti dell'Olimpo, allora si sta zitti perché non c'è niente da aggiungere, a mettersi a fare la disamina dei dettagli c'è solo che da sembrar ridicoli.
Ma in definitiva, di che cosa parla questo racconto? Si compone di due personaggi, ciascuno con il suo episodio, uno tragico e l'altro farsesco, ed io ci avrei giurato che alla fine i due si ricongiungessero in qualche modo, e invece no.
Forse alla fin fine la spiegazione più corretta è quella della recensione di @Maryam: just mind-blowing. Ma in senso più letterale: due soffi di vento in libertà, due spifferi tanto più reali quanto più assurdi. Innegabile come in tanti da qui abbiano preso ispirazione (vedi Bulgakov ma anche il buon Fëdor Michajlovič) o addirittura scopiazzato (e qui penso a Bontempelli de L'amante fedele).
Però però, questa Prospettiva Nevskij dove "non senti altro che odore di passeggio" ma dove poi "tutto alita inganno", alla fin fine è proprio la stessa che ho trovato in Belyj, con la differenza che a Belyj occorre un romanzo intero per rendere l'idea, mentre Gogol' riesce a stringersi in poche righe.


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