martedì 16 dicembre 2025

Shōgun - James Clavell

 30% acchiapposo

70% mappazzone

In tante pagine sa essere "acchiapposo" perché oggettivamente gli intrighi, i calcoli, i tradimenti, i voltafaccia, tutte queste architetture dànno la curiosità di sapere come si evolverà la vicenda. Avrà pure un'ambientazione storica, ma nel complesso si legge come un feuilleton fantasy. Fanta-feuilleton. Un romanzone-telenovelone in costume, con intrighi di potere, tradimenti, sotterfugi, lotte per la sopravvivenza, giuramenti, onore, umiliazione, vendetta, e via discorrendo. Sa essere coinvolgente anche nel mostrare la lenta-lenta trasformazione del protagonista che piano-piano inizia a comprendere una cultura così tanto distante dalla sua, per poi abbracciarla ed infine farne la <i>sua</i> nuova cultura, il <i>suo</i> nuovo mondo.

Purtroppo, il mostrare una lenta-lenta trasformazione richiede che si utilizzi una lenta e particolareggiata narrazione. All'interno di questa lentezza per così dire "imposta" per forza di causa maggiore, l'autore tende parecchio ad impegolarsi, impaludarsi, impantanarsi in particolari macchinosi, un eccesso di intrigo che a sua volta sfocia in ulteriore macchinosità, dialoghi poco plausibili e/o didascalici e scolastici, contraddizioni di vario genere, insomma tutta una zuppa che, come anticipato sopra, fa decisamente effetto mappazzone: sarebbe a dire che in tanti passaggi l'insieme si rende alquanto greve.

In più, questo Blackthorne è uno dei protagonisti più piatti ed insulsi che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni, ed anche questo contribuisce notevolmente all'effetto mappazzone: un protagonista che si facesse amare, al contrario, darebbe un bel tocco di leggerezza.

Last but not least, calca eccessivamente la mano sul tema del <i>seppuku</i>: ogni due per tre c'è qualcuno che si suicida, che chiede al suo signore di potersi suicidare, oppure che minaccia di suicidarsi, ecc. ecc... ma io mi ricordo vagamente che ne <i>Il Samurai Bianco</i> di Carlos León Monteverde (che in pratica ripercorre le stesse vicende che Clavell ha qui romanzato) si mostra piuttosto bene che il fatto di fare <i>onorevole seppuku</i> non era cosa da prendersi o da proporre con tanta facilità né leggerezza.

Alla fine della lettura non mi fa venire voglia di gridare al miracolo (e neanche di impegnarmi a leggere il seguito), cosa che invece un tomo di mille e passa pagine dovrebbe proprio fare.

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