domenica 25 gennaio 2026

Il Dio dei Boschi - Liz Moore

 Nelle primissime pagine ho incontrato un paio di periodi pasticciati che mi hanno fatto storcere il naso. Ma per fortuna era un episodio quasi del tutto isolato: proseguendo ho trovato una scrittura tra il buono e il discreto, temi interessanti, personaggi ben pensati e ben delineati. Lo schema del thriller è quello super-classico, e a voler esser pignoli ci sono tanti personaggi stereotipati e tanti luoghi comuni, ma ciò che conta e che mi fa apprezzare la lettura è che sia ben fatto il contorno. In questo contorno ci sono temi e ambientazioni tipici americani; noto numerosissime assonanze e somiglianze con Amity Gaige, con Joyce Carol Oates, Joe Wilkins. La location del campeggio estivo mi ha fatto ripensare - con un mezzo sorriso -  persino a un giorno questo dolore ti sarà utile. Gli ingredienti sono tanti e tutti interessanti, ben trattati e tutto sommato senza calcare eccessivamente la mano: la famiglia e la sua storia e il suo territorio, rapporti genitori-figli, rapporti di amicizia tra adolescenti, rapporto con la natura selvaggia, le dipendenze da alcool e droga, i rapporti tra persone ricche e persone di estrazione sociale più bassa. La detective alle prime armi che però sa seguire intuizioni più brillanti dei colleghi maggiormente anziani ed esperti -  e il serial killer che è certamente cattivo e pericoloso ma che ha anche un lato buono e persino comprensivo, questi due ingredienti sembrano mutuati abbastanza direttamente da Il silenzio degli innocenti. Eppure il finale si dimostra un po' diverso dal solito - un po' tanto - per cui è in grado di riscattare gli stereotipi visti fino a quel momento. Quattro stelle complete.

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