Di Mari, fino ad ora, avevo letto solo Rosso Floyd e non mi aveva entusiasmata, ci avevo trovato un non so che di ombelicale. Ombelicistico. O giù di lì. E non avevo intenzione di provare altro di suo.
Però poi questa idea di costruire un racconto intorno alla reunion dei compagni di classe l'ho trovata intrigante - per il semplice fatto, anzi, per il semplice paradosso che io sono una di quelli/e spariti dai radar, se i compagni di classe hanno tentato di contattarmi non ci sono riusciti, e poi se anche ci fossero riusciti non mi sarei comunque prestata all'operazione "amarcord". Copyright @Nood: un nazista espatriato e nascosto in Sudamerica.Dunque, dal mio soggiorno nella Terra del Fuoco, ricevo e volentieri leggo notizie dal mondo civilizzato.
Anyway: mi sono divertita ben di più nell'immaginarmi nella Terra del Fuoco e nell'immaginare la cena della mia V^ A (ovvero, già lo so, il cerchio magico, quindi in realtà solo un sottoinsieme della V^ A), che non nella lettura del libercolo. Ha lo stesso sapore acidulo di Rosso Floyd, peggio, tratta un soggetto completamente diverso eppure è lo stesso identico libro con lo stesso identico umorismo; vorrebbe farti sorridere o quantomeno sogghignare, e invece ottiene solo di farti fare smorfie con gli angoli della bocca piegati all'in giù. O per lo meno: io nel suo umorismo non mi ci ritrovo per niente. Per tenere in piedi tutto un racconto fatto di macchiette e iperboli, ci vorrebbe un quid che qui decisamente e semplicemente non c'è. Gli elenchi di film e fumetti, poi, sono terribili: dei veri e propri riempitivi. E i riempitivi sono sempre e comunque un'offesa nei confronti del lettore. Il finale si risolleva solo vagamente e tardivamente, nel complesso è stato tempo sprecato a leggere una noioserrima stupidata.
P.S. - Quoto la recensione di @Maria perché ha scritto un'osservazione tanto interessante quanto concreta: "Piattissima la rappresentazione dei personaggi, ridotti a macchiette (forse perché così ci si conosce al liceo, come figure invece che come persone)".
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