martedì 14 luglio 2026

I beati anni del castigo - Fleur Jaeggy

 Nei commenti a questo racconto (romanzo breve) si parla spesso di scrittura affilata e chirurgica, ma a me pare invece una scrittura piuttosto svagata e sbrancata, un flusso di coscienza vagamente ripetitivo. A pag.56 (su 103!) sono già dell'idea che (se) la stia tirando troppo per le lunghe. Ad essere affilata, casomai, è la protagonista con il suo carattere; ma in verità non è dato sapere se lei è veramente così o se è l'immagine che vuole dare di sé alle compagne di collegio e al mondo intero.

Racconta l'adolescenza in maniera funerea - o forse proprio funebre. Il che è certamente più idoneo rispetto le storie in cui viene dipinta (l'adolescenza) come un mondo felice e spensierato. Questo glielo concedo.

Inizialmente credevo di essere alle prese con una storia affine (per tematiche e ambientazioni scolastiche) a <i>Un anno di scuola</i> di Stuparich, e solo dopo mi sono resa conto della somiglianza con la Lispector.
Mi aspettavo di trovare, nel finale, uno scossone: che l'autrice inventasse il modo di assestare un vero e proprio schiaffone al lettore. E invece il discorso muore nella stessa apatia in cui era cominciato. Nel complesso, una lettura insipida e deludente.

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