Ancora una volta mi trovo a bazzicare l’epoca delle guerre napoleoniche, ormai mi sento a mio agio in questo periodo storico, ed è inutile ricordare come il ‘Buonaparte’ sia stato un vero toccasana per la letteratura degli ultimi due secoli.
Romanzo Storico: decisamente questo libro è molto più romanzo che storico, se si potesse tracciare una linea di confine tra il romantico e il melenso, questo si posizionerebbe appena al di qua della linea; ma evidentemente in questi giorni mi trovavo nella giusta disposizione d’animo perché mi è piaciuto davvero tanto, mi ha interessato, mi ha intrattenuto, mi ha fatto affezionare ai protagonisti, e quando sono arrivata alla fine mi è dispiaciuto di non poter più stare in loro compagnia. Insomma, direi che è tutto quello che un buon libro deve fare.
Désirée Clary inizia a scrivere il suo diario appena quattordicenne, quando si innamora del giovane generale Buonaparte, vi racconta tutta la sua vita attraverso la rivoluzione, la repubblica, l’impero, le guerre e la restaurazione, per terminare la scrittura il giorno della sua incoronazione a regina di Svezia e di Norvegia. Con una tale protagonista, è evidente come il racconto delle vicende private debba procedere di pari passo con gli eventi storici: la ricchezza di dettagli lascia a intendere come il diario immaginario comprenda una buona parte di fatti di fantasia ed altrettanti fatti che devono necessariamente essere veri - e non è detto che i più singolari e improbabili siano per forza tra i primi, anzi, sono portata a credere il contrario. La scrittura in forma di diario rende il tutto piacevole e scorrevole.
Ben descritti gli stretti legami tra rivoluzione e restaurazione così come è ben descritto - e di assoluta attualità - il modo in cui Napoleone, nel corso degli anni e della irresistibile carriera, fa piovere incarichi di rilievo su tutto il parentado o, come fa scrivere l’autrice a Désirée, su tutto il “bonapartume”.
Me lo sono bevuto tutto d’un fiato come ‘La Sanfelice’, o come ‘Il re e il suo giullare’, (… ‘Guerra e pace’ … lo lascio lassù sull’olimpo, non vado a scomodarlo …) ma quello a cui somiglia di più è ‘Via col vento’: entrambi romanzi famosi per la trasposizione cinematografica, in realtà sulla pagina scritta la valenza storica del racconto emerge in maniera molto più evidente di quanto si possa percepire dal film, ed in entrambi i libri c’è un importante lavoro di ricerca. Per riassumere: nonostante tutta la parte romanzata e di invenzione, gli spunti per le riflessioni storiche e geopolitiche non mancano di certo.
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