Una favola dolce e delicata che, con un linguaggio estremamente semplice (come si conviene ad un cronista dell’epoca) prova a raccontare come sono andate realmente le cose tra Giuseppe e Maria, duemila anni fa: come si sono conosciuti, frequentati e tutto il resto.
L’inizio è molto brillante perché con la fantasia dell’autore il racconto viene colmato di personaggi, paesaggi, aneddoti, e ovviamente delle tante sfaccettature del carattere del giovane Giuseppe. Proseguendo, questa quantità di dettagli viene a mancare, si percepisce il tentativo di lasciare un finale “aperto” che non confermi ma che non smentisca nemmeno la versione dei fatti come viene raccontata dal vangelo, e quindi dalla nascita di Gesù in avanti diventa tutto un po‘ più nebuloso, restano degli spazi vuoti nella narrazione. Una lettura comunque piacevole e a suo modo istruttiva.
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