domenica 17 maggio 2015

La figlia del podestà - Andrea Vitali

E' il primo libro che leggo, di Vitali: sono delusa, l'ho trovato piuttosto inconsistente. La storia, divertente e senza pretese, è una commedia con trama arzigogolata, ambientata negli anni '30 nel paesino di Bellano, in riva al Lago di Como, la ricostruzione è abbastanza accurata - non tanto per quel che riguarda gli eventi storici che non compaiono affatto, quanto per le abitudini, gli usi e costumi dei paesani. E' strutturato in brevissimi capitoli, ciascuno dei quali viene narrato dal punto di vista del personaggio protagonista del capitolo stesso. Lo stile della narrazione è ironico e teatrale, ma proprio qui nasce l'inghippo: per creare un effetto di suspence, ogni scena/capitolo si chiude senza una conclusione vera e propria: il 'sipario' cala sui personaggi che stanno per iniziare a parlare o che si apprestano a fare qualcosa, il lettore intuisce cosa avevano da dirsi o cosa possono avere fatto, ma non riceve né conferma né smentita dalla voce narrante, la quale passa immediatamente alla scena successiva, altra ambientazione e altro personaggio. Ora, questo trucchetto della 'sospensione' poteva funzionare se usato tre o quattro volte, per sottolineare i momenti culminanti della storia, ma se usato regolarmente e testardamente alla fine di ogni capitolo, ottiene il risultato di togliere fluidità alla storia, verso la fine del libro non ci si ricorda più chi ha detto cosa e a chi, perché poco o nulla è stato esplicitato. Frizzantino e spensierato, ma vista la fama di questo autore, mi aspettavo di meglio.

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