domenica 17 maggio 2015

Scompartimento n. 6 - Rosa Liksom

Cinque stelle alle ambientazioni e alla narrazione al presente: la ferrovia, la Siberia, il passaggio dall'Europa all'Asia, le buie città industriali, la Russia tutta con il suo carattere e le sue contraddizioni, i due singolari protagonisti, lei tanto taciturna, inquieta e seriosa quanto lui chiacchierone e ubriacone, e l'intesa speciale che alla fine nascerà tra i due grazie ai paesaggi magici della Mongolia.
Tre stelle alla trama dei flashback, pennellata in maniera indefinita ma soprattutto inefficace, dovrebbe fornire una motivazione al viaggio di lei e invece finisce per rappresentare un qualcosa pressoché inutile all'economia del racconto principale.
E il racconto principale è, dunque, puro e semplice racconto di viaggio, senza inutili orpelli o decorazioni. Chi subisce il fascino dei lunghi viaggi in treno, in questa lettura non potrà non trovarsi a proprio agio. Del resto, come non essere affascinati dalla Transiberiana, che suscita stupore e meraviglia solo a pronunciarne il nome, e il fatto che qui venga raccontata così bene fa perdonare all'autrice la mancanza di una trama vera e propria, una traccia di azione o un guizzo che cerchino di rendere il tutto un poco più avvincente. Ma il mio è un giudizio di parte, sono troppo innamorata di questo immenso paese che pure ho conosciuto solo e soltanto sui libri, e dunque ho seguito questo viaggio di oltre diecimila chilometri con una dose di affetto e di attenzione in più.
Poi ho letto la postfazione, e allora anche io, come scrive Miraphora nella sua recensione al libro, mi sono resa conto di essere un'ignorante e che con i miei poveri mezzi avevo capito giusto la metà di tutto quello che c'era da capire. Questo racconto è come una matrioska, è una metafora dentro l'altra, una figura retorica via l'altra, un esercizio non tanto e non solo di narrazione, quanto di messa a fuoco davvero notevole: nell'obiettivo viene inquadrata l'Unione Sovietica alla vigilia del collasso, il paesaggio, l'economia, la società, la storia, il carattere, c'è dentro veramente tutto. E ciò non senza un evidente senso della poesia, del ritmo e del canto nella narrazione. Nel complesso, questa lettura è stata una felicissima scoperta. 

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