Il racconto di un amore con l’assedio di Sarajevo a fare da sfondo, una guerra realmente avvenuta che si ripercuote sulla psicologia dei personaggi.
Ed è proprio il lato psicologico la parte forte di questo romanzo, c’è del bello in ogni personaggio, e sono tutti realistici in ogni loro dettaglio e pensiero, non c’è nessun compiacimento e nessun eccesso, nemmeno quando vengono affrontati temi intensi come l’amore, il desiderio di un figlio, o un tema drammatico come la guerra. Forse è un po’ troppo semplificato il personaggio del ragazzo, o forse la cosa è voluta per lasciarlo in secondo piano rispetto le vicissitudini dei genitori: lui ne è protagonista e al tempo stesso non lo è.
L’ambientazione a Sarajevo, crocevia tra est e ovest, palcoscenico spartano, mi ha ricordato in alcuni passaggi un pò Rumiz e un pò Maggiani.
Nel complesso, ottima lettura, da divorare proprio come "Non ti muovere".
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