lunedì 3 agosto 2015

Rosso Floyd - Michele Mari


Non il mio genere. In primo luogo perché io prendo la musica dei Pink Floyd seriamente, la ascolto troppo seriamente per riuscire a farci su dell'umorismo o qualcosa di spassoso, preferisco nutrirmi della sua vena malinconica. In secondo luogo perché se si parla di personaggi, dei musicisti in quanto persone, non ho la tendenza a farne un culto, anzi preferisco separare la musica dal musicista con la sua vita, le sua abitudini, i suoi pregi e difetti ( Mozart docet…).

 

La storia dei Pink Floyd è raccontata come vicenda che ruota tutta attorno a un fulcro, ovviamente Syd Barrett. Non è un vero racconto, si tratta di un mosaico di aneddoti - veri o immaginari che siano - messo giù in modo da risultare volutamente ironico e spassoso, assolutamente mai noioso. E' una sorta di istruttoria in cui ogni personaggio coinvolto direttamente o indirettamente nella storia dei Pink Floyd rilascia un'intervista o dichiarazione spontanea. In questo modo i fatti reali e i fatti di fantasia si mescolano, e come sempre non è detto che gli eventi più improbabili rientrino tra i secondi. Tutto questo gioco tra testimonianze reali e inventate si basa sul fatto che ci sono due storie, anzi due in una,  che anche se raccontate in maniera perfettamente aderente alla realtà sarebbero già sufficientemente singolari: una è la storia di Barrett, leggenda  del pop pur avendo avuto una carriera di soli pochi anni e pur non essendo morto all'età ventisette come invece è stato per tanti altri famosissimi; e i Pink Floyd, storia di una trentennale presenza di successi tutti basati sul racconto di un'assenza.  L'elemento fantasioso di questa istruttoria non consiste soltanto nel far parlare personaggi deceduti, inventare interviste mai rilasciate o episodi mai accaduti. Il principale elemento fantasioso intorno al quale ruota tutta l'istruttoria è il soprannaturale, le presunte caratteristiche magiche e/o ultraterrene di un personaggio singolare come Syd Barrett. Mari sembra voler suggerire tra le righe che Barrett, oltre ad essere la leggendaria pop star che tutti conoscono, si presenta bene anche come  protagonista di un racconto di Poe o di un film di Argento.

 

Quindi finisco per trovarmi d'accordo con la citazione attribuita a Frank Zappa, che scrivere di musica è come ballare di architettura…

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