martedì 10 novembre 2015

Inseparabili Il fuoco amico dei ricordi - Alessandro Piperno


Dopo la conclusione - anzi sarebbe meglio dire la mancata conclusione - del dramma giudiziario di Leo Pontecorvo, l'attenzione dell'autore si concentra sui figli Filippo e Samuel, la voce narrante si cala nei loro panni per raccontare le loro vicende che saranno la spiegazione della storia del genitore. L'intreccio si completa e raggiunge maggiore solidità, si trova la quadra per tutto quello che nel primo libro rimaneva un po' vacuo.

Il tema dell'inseparabilità tra due fratelli è sviluppato abbastanza bene ma mi è piaciuto di più in "Come l'insalata sotto la neve" di Gallo.

La storia riprende ai giorni nostri, con i figli di Pontecorvo ormai adulti e alle prese con alcune delle considerazioni ed emozioni che già nel libro precedente sono state raccontate per il padre: i rapporti coniugali ed extra, gli ambienti delle famiglie benestanti e di successo, i rapporti con l'ebraismo, ecc. L'ambientazione non è più solo a Roma ma anche Milano e New York.

 

Confermo alcune delle annotazioni che ho scritto precedentemente: la voce narrante interna-esterna, lo stile colloquiale, scrittura buona ma non eccelsa. I figli hanno anche gli stessi difetti del padre ormai apparentemente dimenticato: sono ben strutturati questi due protagonisti che poco per volta vanno a costruire delle piccole repliche del padre, in contesti diversi ma con conclusioni psicologiche piuttosto simili, come a voler insegnare che la storia chiude un cerchio, e al tempo stesso tende a ripetersi. Alcuni dettagli nei personaggi secondari, invece, presentano qualche incongruenza.

 

Questo libro è fatto della stessa sostanza dell'altro, è ancora un tantino verboso, ma questa volta c'è quello che prima mancava: un bel ritmo. Dunque rettifico parzialmente la mia precedente recensione: da consigliare a chi avesse voglia di leggere la storia di una famiglia (non proprio una saga), contemporanea, non troppo impegnativa, con qualche considerazione sull'ebraismo in Italia e in generale, qualche spunto di riflessione sull'attualità: la stretta connessione tra il successo -  il saper riscuotere apprezzamento presso la gente - e la volubilità nella reazione della gente stessa che passa da un amore idolatrante all'odio esacerbato nel volgere di breve tempo. Questo volume ha una marcia in più rispetto il precedente: l'autore è bravo nel sostenere  la tensione in un crescendo fino alla resa dei conti finale, come nel più classico dei film hollywoodiani. Se l'intera storia fosse stata esposta secondo un ordine meramente cronologico risulterebbe banale, invece così come è stata spezzettata risulta avvincente. 

 

Va sottolineato che gli inseparabili del titolo non sono solo i due fratelli protagonisti ma anche i due volumi che compongono l'opera.

Sconsigliato leggerne solo uno o leggerli in ordine inverso: impossibile cogliere tutte le sfumature di "Inseparabili" e apprezzarlo appieno senza avere prima letto "Persecuzione"; impossibile farsi una ragione della lentezza di "Persecuzione" se poi uno non legge anche "Inseparabili". Leggendo questo, l'altro risulta essere una lunga premessa, che finalmente acquisisce un senso compiuto. Andrebbero semplicemente pubblicati in un unico volume. Messi insieme, sono un qualcosa con una buona completezza: ci sono il tema del successo, del rapporto con il pubblico; della famiglia; dell'ebraismo; c'è una cronaca giudiziaria con un po' di 'giallo psicologico'.

Niente di superlativo, non è il romanzo che ti cambia la vita ma tutto sommato avvincente.

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