giovedì 24 dicembre 2015
I frutti dimenticati - Cristiano Cavina
Racconto
velocissimo, autobiografico, che ruota tutto attorno al tema genitori-figli,
presenze e assenze degli uni e degli altri, e inoltre il tema
dell'essere/sentirsi diversi, specialmente da ragazzini, dibattendo tra i due
lati della medaglia: essere diversi è essere da meno degli altri o è un essere
speciali e quindi meglio degli altri? All'inizio Cavina mi è sembrato molto
simile a Volo: buona scrittura, ironia piacevole, temi importanti trattati con
leggerezza, qualche dejà vu nelle situazioni e nei dialoghi. Andando avanti con
la lettura devo riconoscere che non è proprio così, si posiziona su un gradino
di concretezza superiore. Sa giocare bene con il racconto e tirare dei fili con
cui creare collegamenti ideali tra il passato e il presente, tra la fantasia e
la realtà, tra le sue avventure da bambino e le vicende che occorrono a lui
stesso adulto, tra gli eventi raccontati e il contesto che li circonda. Alla
fine mi rimane comunque la sensazione che per l'importanza degli argomenti
proposti - la vita e la morte, l'universo e tutto quanto il resto - ci poteva
stare anche un qualche approfondimento in più, una qualche epifania in più
oltre al rinnovato amore per il figlio.
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