Metto
in lettura senza sapere cosa aspettarmi, di questo libro non ho visto
recensioni e non conosco nulla dell'autore. Sarà un premio Strega della
categoria "specchietto per le allodole" o sarà di quelli della serie "menomale che il premio Strega
esiste"? A lettura ultimata, direi che sono a metà strada tra le due
opzioni.
"Vita"
perché è il racconto autobiografico di Gorresio, non solo suo personale ma
anche di una famiglia illustre - la sua -
di nobili origini e legata alla monarchia, agli ambienti militari ed
ecclesiastici, famiglia che egli ama ma dalla quale ritiene comunque di volersi
distaccare per trovare la propria strada: il tutto in un racconto per nulla
romanzato bensì dal taglio decisamente giornalistico; "ingenua"
perché con occhio candido e quasi infantile riesce ad illustrare in modo
semplice alcuni passaggi cruciali del XX secolo che in teoria sarebbero
difficili da spiegare. Quel che esce dalla mescolanza dei due ingredienti è una
serie di cronache varie condite con aneddoti autobiografici, con una bella
scrittura e un bello spirito leggermente ironico. Una piacevole serie di
cartoline che Gorresio ci invia dal ventesimo secolo, a ricordarci non tanto (o
comunque non soltanto) com'era l'Italia, che cambia ma poi alla fine è sempre
uguale a sé stessa, ma soprattutto a ricordarci com'era diverso lo stile dei
giornalisti, che io oggi trovo parecchio sguaiati sia sui giornali che nei
libri, per non dire della televisione.
Qui, l'eleganza della scrittura si riconosce da subito, un'eleganza
innata, si merita un premio anche solo per questo.
L'autobiografia
ci mostra un giornalista del ventesimo secolo che sotto molti aspetti ha avuto
una vita ordinaria, in tanti casi privilegiata dal suo essere discendente da
una famiglia altolocata, eppure per altri aspetti avventurosa come è stata la
vita di tutti quelli che hanno vissuto a cavallo delle due guerre. E dunque
voto tre e mezzo perché mi ritrovo ad osservare la stessa cosa che avevo
annotato dopo la lettura di "Pane nero" di Miriam Mafai: con un po'
meno cronaca e un racconto personale più strutturato, poteva anche essere
avvincente.
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