domenica 20 dicembre 2015

La vita ingenua - Vittorio Gorresio


Metto in lettura senza sapere cosa aspettarmi, di questo libro non ho visto recensioni e non conosco nulla dell'autore. Sarà un premio Strega della categoria "specchietto per le allodole" o sarà  di quelli della serie  "menomale che il premio Strega esiste"? A lettura ultimata, direi che sono a metà strada tra le due opzioni.

"Vita" perché è il racconto autobiografico di Gorresio, non solo suo personale ma anche di una famiglia illustre - la sua -  di nobili origini e legata alla monarchia, agli ambienti militari ed ecclesiastici, famiglia che egli ama ma dalla quale ritiene comunque di volersi distaccare per trovare la propria strada: il tutto in un racconto per nulla romanzato bensì dal taglio decisamente giornalistico; "ingenua" perché con occhio candido e quasi infantile riesce ad illustrare in modo semplice alcuni passaggi cruciali del XX secolo che in teoria sarebbero difficili da spiegare. Quel che esce dalla mescolanza dei due ingredienti è una serie di cronache varie condite con aneddoti autobiografici, con una bella scrittura e un bello spirito leggermente ironico. Una piacevole serie di cartoline che Gorresio ci invia dal ventesimo secolo, a ricordarci non tanto (o comunque non soltanto) com'era l'Italia, che cambia ma poi alla fine è sempre uguale a sé stessa, ma soprattutto a ricordarci com'era diverso lo stile dei giornalisti, che io oggi trovo parecchio sguaiati sia sui giornali che nei libri, per non dire della televisione.  Qui, l'eleganza della scrittura si riconosce da subito, un'eleganza innata, si merita un premio anche solo per questo.



L'autobiografia ci mostra un giornalista del ventesimo secolo che sotto molti aspetti ha avuto una vita ordinaria, in tanti casi privilegiata dal suo essere discendente da una famiglia altolocata, eppure per altri aspetti avventurosa come è stata la vita di tutti quelli che hanno vissuto a cavallo delle due guerre. E dunque voto tre e mezzo perché mi ritrovo ad osservare la stessa cosa che avevo annotato dopo la lettura di "Pane nero" di Miriam Mafai: con un po' meno cronaca e un racconto personale più strutturato, poteva anche essere avvincente.

Nessun commento:

Posta un commento