martedì 9 febbraio 2016

Luce Perfetta - Marcello Fois


Questa volta, più che il dolore si percepisce amarezza. E c'è anche il tema dell'invidia, quella strisciante che può avvelenare tutta una vita, che può mescolarsi agli affetti e tramandarsi da padre a figlio. La 'Luce Perfetta' non è qualcosa che compaia veramente nel romanzo - se non nel flash di un sogno e nella fugace vista di un foglio bianco -  ma è quello che i protagonisti cercano e desiderano e non sanno proprio trovare sotto cieli spesso lividi, a volte plumbei, altre volte insostenibili, ma mai davvero perfetti.

La storia procede con qualche forzatura, decisamente pare che qui l'autore fosse meno ispirato rispetto i due libri precedenti. La trama non è  banale, solo un po' scontata in qualche passaggio- in effetti la soluzione del mistero si lascia indovinare abbastanza facilmente - ma c'è un qualcosa che non mi ha convinto nel modo di raccontarla e strutturarla, manca un qualcosa rispetto gli altri due libri. A dispetto del titolo, la luce qui non è perfetta, quel che manca a questa scrittura, a paragone con gli altri due libri, è proprio un certo tipo di luminosità. 

Del resto, creare un buon impianto ambientato negli anni '70 e '80 pare sia cosa ben più complessa rispetto ambientare una buona storia negli anni '20 o '30 o durante la guerra. Lo avevo già osservato anche con la Ferrante e con Piperno: per rappresentare gli anni ottanta ci mettono la televisione, la politica, il terrorismo, l'attualità, la speculazione edilizia, la droga. Però questi sono solo elementi scenografici, possono non bastare per fare sentire l'atmosfera vera. Gli anni ottanta sono stati tutto fuorché favolosi, dunque non è che mi aspetti da Fois un qualcosa di scintillante, anzi, il grigiore che ci mette è proprio quello giusto, manca solo un brivido che faccia sentire quegli anni vivi, sia a chi c'era, sia a chi ancora non c'era - io mi posiziono a metà via.

Per tornare alla storia dei Chironi: si vengono delineando e chiarendo gli ultimi dettagli e passaggi che nei libri precedenti erano volontariamente rimasti in sospeso: dunque sì, meritano di essere letti tutti e tre. Tutta la stirpe, riguardando la storia dal fondo, si fa tremolante come la fiammella di una candela: "Ognuno aveva cercato a suo modo di dare un senso a qualcosa che non era detto dovesse necessariamente averlo."

Anche se questo libro lo valuto un poco inferiore agli altri, le quattro stelle ci vogliono perché il trittico nel suo complesso vale comunque un voto pieno.

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