Questa volta, più che il dolore si
percepisce amarezza. E c'è anche il tema dell'invidia, quella strisciante che
può avvelenare tutta una vita, che può mescolarsi agli affetti e tramandarsi da
padre a figlio. La 'Luce Perfetta' non è qualcosa che compaia veramente nel
romanzo - se non nel flash di un sogno e nella fugace vista di un foglio bianco
- ma è quello che i protagonisti cercano
e desiderano e non sanno proprio trovare sotto cieli spesso lividi, a volte plumbei,
altre volte insostenibili, ma mai davvero perfetti.
La storia procede con qualche
forzatura, decisamente pare che qui l'autore fosse meno ispirato rispetto i due
libri precedenti. La trama non è banale,
solo un po' scontata in qualche passaggio- in effetti la soluzione del mistero
si lascia indovinare abbastanza facilmente - ma c'è un qualcosa che non mi ha
convinto nel modo di raccontarla e strutturarla, manca un qualcosa rispetto gli
altri due libri. A dispetto del titolo, la luce qui non è perfetta, quel che
manca a questa scrittura, a paragone con gli altri due libri, è proprio un
certo tipo di luminosità.
Del resto, creare un buon impianto
ambientato negli anni '70 e '80 pare sia cosa ben più complessa rispetto
ambientare una buona storia negli anni '20 o '30 o durante la guerra. Lo avevo
già osservato anche con la Ferrante e con Piperno: per rappresentare gli anni
ottanta ci mettono la televisione, la politica, il terrorismo, l'attualità, la
speculazione edilizia, la droga. Però questi sono solo elementi scenografici,
possono non bastare per fare sentire l'atmosfera vera. Gli anni ottanta sono
stati tutto fuorché favolosi, dunque non è che mi aspetti da Fois un qualcosa
di scintillante, anzi, il grigiore che ci mette è proprio quello giusto, manca
solo un brivido che faccia sentire quegli anni vivi, sia a chi c'era, sia a chi
ancora non c'era - io mi posiziono a metà via.
Per tornare alla storia dei Chironi:
si vengono delineando e chiarendo gli ultimi dettagli e passaggi che nei libri
precedenti erano volontariamente rimasti in sospeso: dunque sì, meritano di
essere letti tutti e tre. Tutta la stirpe, riguardando la storia dal fondo, si
fa tremolante come la fiammella di una candela: "Ognuno aveva cercato a
suo modo di dare un senso a qualcosa che non era detto dovesse necessariamente
averlo."
Anche se questo libro lo valuto un
poco inferiore agli altri, le quattro stelle ci vogliono perché il trittico nel
suo complesso vale comunque un voto pieno.
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