"La nostra pelle non è
abbastanza grande per altri massacri"
Breve raccolta di scritti tutti
riguardanti Jenin, in date diverse e in forme narrative diverse, hanno in
comune un certo tono tra il folle e l'onirico. Mi secca dovere ammettere che la
tragedia e l'orrore raccontati in forma poetica, ad una prima lettura risultano
essere un qualcosa di ridondante e troppo leggero. La lettura di "Ogni
mattina a Jenin" di Susan Abulhawa mi ha aiutato ad apprezzarlo di più, mi
ha fornito un quadro con degli appigli concreti, ed allora rileggere una poesia
che descrive una fotografia già vista, che ripete una storia già conosciuta, è
stato più coinvolgente.
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