giovedì 21 aprile 2016

Marçela sotto un'acerba luna - Alberto Davanzo


…dopo Maldini, proseguo con soddisfazione sull'onda del tema "crisi esistenziali e/o crisi di mezza età". Alvise Formenton, manager di successo della filiale piemontese di una multinazionale, vuole mollare tutto - lavoro, moglie e famiglia e amici e convenzioni della buona società - per fuggire con la prostituta Marcela e con lei tentare di ritrovare e rivivere un briciolo di giovinezza e di benessere sincero. La trama è tutta qui, e questa storia mi piace molto: è una favola da sempre coinvolgente, a partire da Cenerentola, passando per La Califfa, e giungendo fino ad oggi in altre mille sfumature inclusa questa che è al 101% italica; in effetti, più che la singola storia di Alvise e Marcela, il romanzo intende fotografare tante storie e personaggi che messi insieme in un grande collage restituiscono il quadro dell'Italia a.d. 2011. A partire da quella semplice trama di base, prende vita un gran caleidoscopio di personaggi e situazioni vivaci: molto bene il linguaggio, realistico, pertinente e ben dosato; eccellente il modo in cui l'autore si trincera dentro i personaggi e ne assume il punto di vista; ottimo anche il modo in cui la trama con la sua linea temporale viene spezzettata nel racconto in prima persona del protagonista. I temi di attualità che vengono introdotti sono tantissimi, alla fin fine mi è mancato un qualche approfondimento, un maggiore sviluppo che collegasse ulteriormente le italiche vicende con i protagonisti. Per dovere di cronaca, registro inoltre qualche imprecisione narrativa e tanti tanti errori di stampa, battitura e punteggiatura.

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