…dopo Maldini, proseguo con
soddisfazione sull'onda del tema "crisi esistenziali e/o crisi di mezza
età". Alvise Formenton, manager di successo della filiale piemontese di
una multinazionale, vuole mollare tutto - lavoro, moglie e famiglia e amici e
convenzioni della buona società - per fuggire con la prostituta Marcela e con
lei tentare di ritrovare e rivivere un briciolo di giovinezza e di benessere
sincero. La trama è tutta qui, e questa storia mi piace molto: è una favola da
sempre coinvolgente, a partire da Cenerentola, passando per La Califfa, e
giungendo fino ad oggi in altre mille sfumature inclusa questa che è al 101%
italica; in effetti, più che la singola storia di Alvise e Marcela, il romanzo
intende fotografare tante storie e personaggi che messi insieme in un grande
collage restituiscono il quadro dell'Italia a.d. 2011. A partire da quella
semplice trama di base, prende vita un gran caleidoscopio di personaggi e
situazioni vivaci: molto bene il linguaggio, realistico, pertinente e ben
dosato; eccellente il modo in cui l'autore si trincera dentro i personaggi e ne
assume il punto di vista; ottimo anche il modo in cui la trama con la sua linea
temporale viene spezzettata nel racconto in prima persona del protagonista. I
temi di attualità che vengono introdotti sono tantissimi, alla fin fine mi è
mancato un qualche approfondimento, un maggiore sviluppo che collegasse
ulteriormente le italiche vicende con i protagonisti. Per dovere di cronaca,
registro inoltre qualche imprecisione narrativa e tanti tanti errori di stampa,
battitura e punteggiatura.
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