Ambientato a Londra e dintorni tra
gli anni sessanta e ottanta, questo racconto ha due possibili chiavi di
lettura: una più favolistica, come suggerisce esplicitamente l'autrice nelle
parole citate sul retro di copertina: "…e se nel ventesimo secolo venisse
al mondo un elfo, una creatura di un'altra epoca?" ; ed una più realistica
che si riferisce a quello che accade quando in una famiglia, in una casa, viene
alla luce un bambino con problemi gravi e al di fuori dal comune, con il
frantumarsi di un sogno, con i genitori che si arrovellano sulle spiegazioni
più astruse e non mancano di incolpare sé stessi oppure di incolparsi a
vicenda, e allora lo si può mandare a fare il paio con "Nessuno sa di
noi" della Sparaco. Io personalmente ho preferito leggerlo a partire da
questo secondo punto di vista. Ognuno ne potrà trarre la morale che meglio
crede: punizione per eccesso di egoismo, punizione per eccesso di fiducia in sé
stessi, il fato che si abbatte impietoso su chi meno se lo aspetta oppure su
chi meno se lo merita, è più egoista una coppia che non vuole figli oppure una
che ne vuole tanti a tutti i costi… sono tutti punti di vista molto soggettivi
e legati alla sensibilità del lettore, e sono tutti temi molto attuali e
dibattuti.
Credo che non avrei gradito la prima
stesura edulcorata del racconto che l'autrice cita nel passaggio di cui sopra,
e invece mi piace molto questa versione portata "alle conseguenze
estreme": la sua franchezza, il suo esser così diretta nel descrivere i
disagi dei personaggi, risulta essere il punto forte di questa lettura. L'ho
trovata tuttavia un po' troppo sbrigativa nel pennellare quegli stessi
personaggi: sono nebulosi, solo vagamente abbozzati. I numerosi dialoghi -
tutti ben strutturati ed equilibrati - dovrebbero portare il lettore a
comprendere a fondo i pensieri dei personaggi, e invece lasciano sempre un po'
sul vago, finendo qualche volta per contraddirsi ed è difficile stabilire se
questo faccia solo parte delle tribolazioni patite dai soggetti di questa
difficile vicenda. Non mi sento del tutto soddisfatta, ma credo che proverò
ancora qualcos'altro di questa scrittrice.
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