Non privo di qualche luogo comune,
ma comunque non lo definirei banale: lo direi piuttosto un classicone dalla
squisita ambientazione siciliana otto-novecentesca e con una squisita colonna
sonora. Ora che ci penso, mi accorgo che ho trovato qui ciò che speravo di
trovare in Vitali qualche tempo fa. La trama ricalca vagamente quella de
"L'amore ai tempi del colera" anche se con più connotazione e
contestualizzazione storica. Qualche dettaglio - piccoli passaggi od episodi -
viene lasciato un po' a penzoloni. Il
titolo si rifà appunto ad uno di questi piccoli episodi che non verrà
approfondito più di tanto, rappresentato poi nel finale dal brano cantato da
Sarah Vaughan "Black Coffee", un titolo che sta a rappresentare un
po' il detto "parenti- serpenti", ma soprattutto simboleggia
l'amarezza della vita delle donne, che finisce sempre per propinare loro un
caffè amaro laddove una lo avrebbe voluto zuccherato, e viceversa (ed in
effetti è così ancora oggi: non nego che con modi e motivi diversi questo
accada anche nella vita degli uomini, ma ho idea che questi ultimi siano un po'
meno sotto la lente del microscopio di tutti coloro che li circondano e anche
della propria personale coscienza...).
La storia è la vita di Maria Marra,
siciliana, e della sua famiglia, a cavallo tra i due secoli e anche tra le due
guerre. Andata in sposa giovanissima ad un ricco proprietario e nobile
dell'ultima ora, da cui comunque apprenderà molto, in un altalenarsi di
soddisfazioni e delusioni, scoprirà dopo
tanti anni, ormai troppo invischiata nelle responsabilità e nei legami sociali
e familiari, che l'uomo di cui era veramente innamorata era ben altri. Dagli
anni trenta in poi il ritmo della narrazione si fa precipitoso, sembra volersi
affrettare verso l'ultimo dopoguerra e verso un finale un po' fuori dal
seminato che vorrebbe (ma non riesce) introdurre un po' di magia in stile
sudamericano, un finale che comunque incuriosisce e non si lascia presagire.
Oltre alla Storia con la "S" maiuscola, in questo romanzo c'è il tema
della condizione femminile a cavallo tra XIX e XX sec: a furia di ravanare
intorno al tema dell'emancipazione femminile, riconosco la presenza di qualche
escamotage narrativo piuttosto ingenuo e qualche smanceria, ma in fin dei conti
il libro mi ha ben intrattenuto e con questo, come ho già scritto altre volte,
ha pienamente assolto al suo compito.
Arrivo a quattro stelle arrotondando un po' per eccesso.
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