martedì 26 luglio 2016

Caffè amaro - Simonetta Agnello Hornby


Non privo di qualche luogo comune, ma comunque non lo definirei banale: lo direi piuttosto un classicone dalla squisita ambientazione siciliana otto-novecentesca e con una squisita colonna sonora. Ora che ci penso, mi accorgo che ho trovato qui ciò che speravo di trovare in Vitali qualche tempo fa. La trama ricalca vagamente quella de "L'amore ai tempi del colera" anche se con più connotazione e contestualizzazione storica. Qualche dettaglio - piccoli passaggi od episodi - viene lasciato un po' a penzoloni.  Il titolo si rifà appunto ad uno di questi piccoli episodi che non verrà approfondito più di tanto, rappresentato poi nel finale dal brano cantato da Sarah Vaughan "Black Coffee", un titolo che sta a rappresentare un po' il detto "parenti- serpenti", ma soprattutto simboleggia l'amarezza della vita delle donne, che finisce sempre per propinare loro un caffè amaro laddove una lo avrebbe voluto zuccherato, e viceversa (ed in effetti è così ancora oggi: non nego che con modi e motivi diversi questo accada anche nella vita degli uomini, ma ho idea che questi ultimi siano un po' meno sotto la lente del microscopio di tutti coloro che li circondano e anche della propria personale coscienza...).



La storia è la vita di Maria Marra, siciliana, e della sua famiglia, a cavallo tra i due secoli e anche tra le due guerre. Andata in sposa giovanissima ad un ricco proprietario e nobile dell'ultima ora, da cui comunque apprenderà molto, in un altalenarsi di soddisfazioni e delusioni, scoprirà  dopo tanti anni, ormai troppo invischiata nelle responsabilità e nei legami sociali e familiari, che l'uomo di cui era veramente innamorata era ben altri. Dagli anni trenta in poi il ritmo della narrazione si fa precipitoso, sembra volersi affrettare verso l'ultimo dopoguerra e verso un finale un po' fuori dal seminato che vorrebbe (ma non riesce) introdurre un po' di magia in stile sudamericano, un finale che comunque incuriosisce e non si lascia presagire. Oltre alla Storia con la "S" maiuscola, in questo romanzo c'è il tema della condizione femminile a cavallo tra XIX e XX sec: a furia di ravanare intorno al tema dell'emancipazione femminile, riconosco la presenza di qualche escamotage narrativo piuttosto ingenuo e qualche smanceria, ma in fin dei conti il libro mi ha ben intrattenuto e con questo, come ho già scritto altre volte, ha pienamente  assolto al suo compito. Arrivo a quattro stelle arrotondando un po' per eccesso.

Nessun commento:

Posta un commento